Mixed-zone | Lucarelli: “Ho visto alcuni piangere, ma nessuno parli di Playoff”

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Pubblicato: 23:48 - 9 aprile, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Intervenuto in mixed-zone al termine di Catania-Juve Stabia, Cristiano Lucarelli ha parlato così della gara dei suoi.

“Sono consapevole che è leggermente più difficile rispetto al fischio d’inizio, ma con la stessa consapevolezza dico che non è ancora finita. Noi proviamo a vincerle tutte e quattro, poi al 6 di maggio faremo i conti. E’ un’altra prestazione che dal punto di vista dell’atteggiamento doveva premiarci di più contro una Juve Stabia che ha stranamente rinunciato a giocare a calcio. Non voglio parlare adesso di Playoff o scenari simili: alla prossima giocheremo contro l’Akragas che non sarà quella delle ultime uscite e che come accade spesso farà la partita della vita contro di noi. L’intenzione della Juve Stabia era quello di portare il pareggio a casa, ma non per la classifica. L’arbitro? Onestamente non ha fatto male secondo me, sui rigori non ho visto, quindi non commento. Forse oggi c’era poca serenità in alcune giocate studiate, ma lì è stata brava la formazione di Caserta. Ho visto i ragazzi distrutti, hanno dato tutto: andare ad analizzare la gara secondo me è andare a cercare il pelo nell’uovo. E’ chiaro che ci può essere stata una mancanza di serenità nel cercare a tutti i costi i risultati, ma non tutti capiscono che giocare di lunedì, dopo gli altri e quando c’è la televisione è diverso. Abbiamo trovato il nostro equilibrio e lo abbiamo dimostrato: se riusciremo a vincere il campionato bene, ma se ci sarà un’appendice metteremo dentro tutto ciò che abbiamo imparato. Ho visto i ragazzi piangere a fine partita, perché volevano fare un regalo ad uno stadio di altra categoria. Si è visto che da una parte c’era la volontà di vincere la partita, ma d’altra parte non tutti vivono la settimana nello stesso modo.”