Russotto: croce e delizia, ma necessaria imprevedibilità

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Pubblicato: 10:30 - 13 aprile, 2018


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Quello di Russotto è stato uno dei nomi più inflazionati dopo il pareggio contro la Juve Stabia, nel bene e nel male con tanti estimatori ed altrettanti detrattori. Il nodo della questione riguarda i pro e i contro di un giocatore capace come sempre di esaltare, ma anche di far dannare, perchè se è vero che il suo ingresso in campo ha garantito vivacità offensiva, è altrettanto innegabile che alcune scelte offensive potevano essere più produttive.

Da un lato chi sottolinea il parziale egoismo del numero sette, dall’altro chi invece ne tesse le lodi per la capacità di superare il diretto avversario e destabilizzare la linea difensiva. La realtà probabilmente è che Russotto è questo tipo di giocatore, un funambolo che quando si mette in testa una giocata cerca di portarla a termine in tutti i modi. Nel bene e nel male però Russotto serve.

Serve perchè garantisce imprevedibilità, serve perchè tecnicamente è molto dotato, serve perchè per tentare tre volte di fila la conclusione verso la porta avversaria è necessaria un’alta dose di personalità. Ecco perchè potrebbe avere più spazio già a partire dalla gara contro l’Akragas, non solo per le doti sopracitate, ma anche per fargli riassaporare il feeling con il primo minuto e con tutto ciò che ne consegue. Del resto Manneh anche dalla panchina può sempre spaccare in due la partita, e Barisic rappresenta quel peso offensivo che può fare comodo in base agli sviluppi del parziale. Un Russotto sereno e decisivo, è questo che si aspetta la piazza, praticamente il Russotto devastante di inizio anno.