Editoriale: 18.711 cuori infranti

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Pubblicato: 09:00 - 24 aprile, 2018


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

In amore come in guerra non ci sono regole: figuriamoci nel calcio. Una serie infinita di segmenti da novanta minuto ciascuno che di “leggi non scritte e irrazionali” ne conosce fin troppe: il Catania in questa stagione le ha riscritte.

Ha detto che sì, si può vincere in trasferta per più di tre volte nell’arco di un intero campionato, convincendo pure. Ha dimostrato che un attaccante da doppia cifra, se messo nelle condizioni di segnare, i gol li fa eccome. Ha smentito la classica storia dell’eterna “seconda” sfiduciata dal destino, che però in passato è valsa comunque la promozione in altre categorie: e poi ha confermato una teoria paradossale. Al Massimino, quando è pieno, non si vince. Una volta, due, alla terza diventa realtà: triste, vero, ma pur sempre realtà. Perché dei “cuori infranti” che questo meraviglioso sport possa registrare, i 18.711 di questa sera (record incredibile per la Serie C) sono i più strazianti, come tutte quelle relazioni che nascono nella speranza e proseguono nell’incertezza tra alti, bassi e la fiammella che illumina la via per un futuro felice.

Quasi 19.000: avete presente? Lo stesso colpo d’occhio della gara con l’AlbinoLeffe, ma senza tifosi seduti sulle scale: blasfemia? Forse un po’, ma per vedere uno stadio così bisognerà attendere tanto. Scottato, deluso: la pressione? Si soffre, è evidente: dimostrato dall’atteggiamento del primo tempo, “consegnato al Trapani”, come affermato da un Lucarelli che nel secondo tempo non è riuscito a rimediare in toto (in parte sì, ma Russotto non basta) a quanto visto fino a quel momento. Sarà difficile cancellare questa serata, ma bisogna farlo in fretta: raccogliere subito i cocci e ricompattare i cuori infranti, perché dal 6 maggio in poi sarà un altro campionato. Diverso, più difficile: ma tutto da giocare.