“Dav-is on fire”

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Pubblicato: 15:00 - 7 maggio, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Cosa ci azzeccano un attaccante del Wigan, il calcio d’oltremanica e Davis Curiale? Quando Gala registrò “Freed from desire” Davis aveva nove anni: i tormentoni eurodance animavano le disco in attesa della rivoluzione “italodance” condotta da Gigi D’Agostino, in Italia si respirava il classico clima da “rivoluzione tecnologica” e nel Catania di Angelo Busetta Pasquale Marino e Maurizio Pellegrino “crescevano” un giovane Orazio Russo. Tutto nel 1996: quando il ritornello di “Freed from desire” era ben lontano da quel “Will Grigg’s on fire” che, venti primavere più tardi, nel 2016, sarebbe diventato un coro “must” degli stadi nordirlandesi e inglesi.

Cos’hanno in comune, quindi? Un inno, appunto, dedicato ad un centravanti che stava segnando a ripetizione: “Will Grigg is on fire, your defence is terrified!”, “Will Grigg va a fuoco, la vostra difesa è terrorizzata!”. “Is on fire”: letteralmente, “va a fuoco”, si infiamma, si accede. “E’ in gran forma”. Ecco: questo hanno in comune Will Grigg, il calcio d’oltremanica e Davis Curiale. “Dav-is on fire”: lo è stato per tutta la stagione, dalla prima all’ultima gara di questo campionato. Contro tutto: contro la grammatica calcistica che lo ha sempre considerato una seconda punta, contro un recente passato che lo ha privato di sorrisi e gol e contro un maledetto mal di schiena che ha reso la parte finale di questa regular season il classico scherzo che il destino rivolge, beffardo, a chi sta facendo “troppo” bene.

Quindici gol rifilati a dieci squadre diverse in trentatré partite disputate, sulla bacheca dei sogni mette in mostra le due doppiette contro Bisceglie e Reggina e i punti conquistati con le sue reti: diciassette. Un calcio alla sfortuna, per dirla in breve. Capocannoniere del Girone C: terzo marcatore della Serie C alle spalle di Vantaggiato (19), Tavano e Guerra (18). Serve altro? Demolito il record con la maglia del Frosinone: il presente parla chiaro, il futuro prende le misure per l’abito di “Gala”, serata in grande stile post-16 giugno (si spera) e interprete del tormentone dance. E’ il 1996, Davis “impara calcio” nel Porz-Eil e ventidue anni dopo “Freed from desire” si balla ancora: cambia solo la squadra, il Catania, ed è subito “Dav-is on fire”.