12 Febbraio 2001: Quando Ambrosi gelò il “Celeste”

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Pubblicato: 09:19 - 12 Novembre, 2015


Una fredda serata d’inverno. Destini incrociati, da un lato l’armata Messina, costruita per salire e smontare il campionato di Serie C1 e dall’altra la passione della resurrezione dinanzi a tante difficoltà del momento chiamata Catania. 12 Febbraio 2001, una data che resterà per sempre nelle menti e nei cuori dei tifosi rossoazzurri.

9 erano i punti di differenza tra le due squadre, vetta, forse, troppo grande da scalare. Il clima intorno alla gara era davvero surreale e tutto sembrava solo una festa per la gente dello Stretto. Forte il Messina e la classifica parlava chiaro come gli uomini di primo livello in campo come Godeas, Sullo, Buonocore ed un giovane Portanova. Il Catania? Ruspante, forse troppo, in preda al solito isterismo della famiglia Gaucci, ma con un presidente Riccardo che cercava di tranquillizzare la traversata non semplice della nave etnea verso acque tranquille. Forti le mareggiate che avevano scombussolato la rotta dei rossazzurri nella prima parte di stagione con l’avvento della “Provvidenza” Vincenzo Guerini. La raccolta di Gennaio poi consegnò e portò dalla Sila ai piedi dell’Etna un vero e proprio Guerriero, poi tramutato in Re Leone, Alessandro Ambrosi.

Il pubblico era quello delle grandi occasioni per il piccolo “Celeste”, storico impianto da 12000 posti della società peloritana. Si gioca in posticipo di lunedì sera, arbitra il signor Rizzoli di Bologna. Il Messina sa perfettamente che una vittoria spegnerebbe definitivamente le speranze rossoazzurre nella corsa playoff, d’altro canto, una vittoria etnea rilancerebbe le quotazioni degli uomini di Guerini verso le zone alte della classifica. Un ottimo primo tempo del Messina sembra dare ragione a quella “maledetta” classifica che recita “Messina 37, Catania 28” fino a quando sul finire di tempo uno svarione difensivo, provocato da un’incertezza del numero 5 giallorosso Criaco, permette al “Guerriero” Ambrosi di timbrare il suo primo gol in maglia rossoazzurra e portare così il Catania in vantaggio gelando quasi 9000 spettatori peloritani. Un secondo tempo che vive di un “forcing” sfrenato del Messina: un Messina privo di concretezza, privo di quella cattiveria e di quella caparbietà che invece sono presenti nei volti dei giocatori rossoazzurri. Dopo un presunto fallo di mano in area di Baronchelli, al minuto ’89 arriva l’apoteosi. In una classica azione di rimessa il Guerriero ferisce nuovamente i rivali: Ambrosi salta di netto il portiere e mette dentro quello che è il gol del definitivo 2-0, realizzando un’impresa che alla vigilia sembrava davvero irrealizzabile. Quella sera si scrisse la storia.

Da quel momento in poi il Catania non volle più fermarsi: guidato dal suo trascinatore Ambrosi e da un gruppo formato dai vari Cicconi, Pane, Zeoli, che pian piano prendeva sempre più coscienza dei propri mezzi, conquistò 27 sui 36 punti a disposizione, riuscendo a piazzarsi terzo in classifica alle spalle proprio dei messinesi, nonostante una prima parte di stagione poco promettente.

Purtroppo questa favola non ebbe un lieto fine. L’enorme sforzo fisico e psicologico non permise ai rossoazzurri di rimanere lucidi e concentrati anche nelle finali playoff, dove furono proprio i messinesi ad avere la meglio prendendosi la rivincita della sconfitta subita in campionato. La stagione 2000/01 non verrà però ricordata per la promozione sfumata ai playoff, ma per la grandissima rimonta che contro ogni pronostico la squadra, del vulcanico ed esuberante proprietario Gaucci, riuscì a compiere.

Ma nonostante il finale non all’altezza dei sogni che i Catanesi cullarono in quei primi sei mesi del 2001, la storia ci ha lasciato un’impresa degna di nota, che possa servire da stimolo e da monito anche per il Catania di oggi che proprio domenica affronta il Messina in un derby dalle mille motivazioni per i rossazzurri, che da quella notte leggendaria non sono più riusciti ad imporsi in terra peloritana. Il Guerriero cerca un erede.