Paolucci-Calil-Anastasi: chi il tronista?

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Pubblicato: 18:51 - 31 Luglio, 2016


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

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Immaginate una corsa a tre: ai blocchi di partenza gli attaccanti del Catania. Michele Paolucci da un lato, Caetano Calil dall’altro, e in mezzo Valerio Anastasi: a dare il via alla gara un Lo Monaco in versione “starter”, e a valutare tutto Rigoli, in zona nastro. Pronto a prendere appunti, con un unico interrogativo: a chi affidare una maglia da titolare?

Questa la cartolina consegnata dalle prime amichevoli delle ultime settimane: fermo restando che il mercato non è mica chiuso, ed è sempre bene tenere aperte le porte per una sorpresa. Ad oggi, però, il tecnico rossazzurro non può negare di trovarsi in difficoltà, viste le prestazioni offerte dalle tre punte: è vero, gambe pesanti e impossibilità di dare il massimo. E movimenti non molto fluidi, è chiaro, così come avversari non di altissimo livello: ma il campo ha fatto vacillare qualche certezza all’interno del progetto di Rigoli. Partiamo dai dati (che, precisiamo ancora, vanno analizzati nel contesto di una preparazione estiva): tre i gol di Paolucci, distribuiti in tre delle quattro gare, due quelli di Calil, all’esordio. Eppure all’inizio il disegno, quasi un’incisione, recitava altro: il brasiliano titolare, con l’ex Siena e Latina pronto a subentrare a partita in corso, più dinamico. Il gioco dell’allenatore siciliano, però, sentenzia: la velocità di manovra sposa maggiormente le movenze di un attaccante come Paolucci, capace di scambiare agilmente il pallone con Russotto o Di Grazia da una parte, e con Di Cecco dall’altra, favorendo l’inserimento delle ali.

E in fase di realizzazione la storia non cambia: sia per quanto riguarda i cross dal fondo, sia per i lanci in verticale, la punta classe ’86 sembra avere quel “quid” in più per aiutare tutta la squadra. Lo scorso anno, oltretutto, il Catania ha pagato la poca incisività dal primo minuto di Calil, nell’ultima parte in ombra, quasi sfiduciato dei suoi mezzi: partire dalla panchina può essere sia un ottimo toccasana per le motivazioni, sia uno stimolo per scalzare il compagno di squadra, in una mini-competizione che deve avere l’unico scopo di portare al massimo le potenzialità di ciascun elemento. Nelle gerarchie, mutate dal ritiro pre-campionato, figura anche Anastasi, che può contare sull’attaccamento ai colori per mettere un po’ di pepe ai due. In cabina di regia, infine, ancora Rigoli, che dovrà visionare miglioramenti e rendimenti anche e soprattutto a partire dalle prime sfide ufficiali: quelle che, insomma, daranno il via alla gara per il “trono”, non di spade, ma di punte.