2004/05 e oggi: la complicata ricostruzione di Lo Monaco

By
Pubblicato: 17:48 - 16 Marzo, 2017


Stefano Auteri

RESPONSABILE

Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Ricostruzione. Un concetto chiaro che fa rima con programmazione e con ambizione, ma non con risultati. Manuale di linguistica italiana a parte, ciò che vogliamo sottolineare è come il processo di rinascita necessiti di tempo e di pazienza, e nella maggior parte dei casi impedisca di ottenere prestazioni e risultati importanti nel breve periodo a causa di svariati motivi. Questo è ciò che sta succedendo oggi al Catania, ed è quello che è successo nella stagione 2004/05, la prima del’era Pulvirenti/Lo Monaco.

Il direttore rossazzurro in quella dovette fare i conti con il deserto lasciato dalla dirigenza Gaucci: parco giocatori azzerato e casse in rosso. Una situazione complicata che vide Lo Monaco impegnarsi con costanza al fine di risanare l’aspetto economico e garantire stabilità al club. Una storia simile, per certi versi, a quella che stiamo vivendo oggi. Certo, ai tempi era avvenuto un cambio di proprietà, con il nuovo presidente, Nino Pulvirenti, in auge e con un’importante disponibilità economica, cosa che oggi non si è materializzata, ma altri aspetti sono simili.

Il cambio di gestione da Cosentino a Lo Monaco (la scorsa stagione lasciamola tra parentesi) è come il passaggio dalla notte al giorno, ma il buio c’è stato, ed anche per più di un anno, quindi è impossibile pensare che il sole risplendi subito in cielo. Per rimanere all’interno della metafora è come se adesso fosse l’alba, una nuova alba speriamo per il Catania, ma il processo è inevitabilmente lungo e richiede un grande sforzo psichico e di energie da parte di Lo Monaco.

Altra analogia: la gestione ed i risultati provenienti dal campo. Vi ricordate come iniziò quella stagione? Squadra azzerata (praticamente come la scorsa estate) e un Lo Monaco che si affidò a tanti giocatori di esperienza (Walem, Ferrante, Vugrinec, Fresi ecc…) con un allenatore senza un grande curriculum. L’intento, forse come quest’anno, era quello di far andare la macchina da sè grazie all’esperienza dei giocatori, magari perchè l’aspetto economico meritava maggiore attenzione e dispendio di tempo. Il piano non andò a buon fine e Lo Monaco fu costretto a rivoluzionare l’organico a gennaio e a cambiare la guida tecnica con l’arrivo di Sonetti. Percorso simile a quello di questa stagione, ma il cambio in panchina non ha dato la giusta scossa e gli elementi arrivati nel mercato invernale non hanno del tutto inciso.

Insomma se la storia serve a qualcosa, questo è il momento di ripassarla. Servirà tempo, certamente più pazienza e uno sforzo maggiore da parte della piazza rispetto al passato, ma bisogna continuare ad avere fiducia. Lo Monaco nel 2004 parlò di un programma triennale per arrivare in Serie A; quest’anno ha parlato di un quadriennio. Vedremo, ma certamente è impensabile pronosticare una promozione al primo tentativo, costruendo le basi, invece, è possibile ipotizzarla per la prossima stagione.