Editoriale: la festa rovinata…

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Pubblicato: 22:46 - 25 settembre, 2016


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Piove sul bagnato. Banale, ma quanto mai attuale per un Catania volitivo, determinato, bello (soprattutto nella ripresa) ma perdente. Certo non un particolare da sottovalutare visto che a occhio e croce nel calcio l’obiettivo è fare un gol più dell’avversario, però i cori a fine partita da parte del pubblico etneo dimostrano che la squadra non ha demeritato.

Tutto merito, o colpa in questo caso, della tanto cara Dea Bendata. Proprio Lei si era dimostrata benevola sul campo del Matera, mentre oggi ha totalmente voltato le spalle ai rossazzurri. Una traversa colpita da Di Grazia che ancora trema e poi due, tre, quattro nitide occasioni da rete non concretizzate per una questione di centimetri. Soprattutto ad inizio ripresa lo sforzo della formazione etnea e la mole di gioco prodotta avevano fatto ipotizzare un epilogo positivo, ma come spesso ci tocca ripetere, il calcio non è una scienza esatta.

Una partita difficile da commentare. Un primo tempo rivedibile, possesso palla costante per gli etnei, ma poche emozioni, ed una ripresa giocata ad una porta senza però riuscire a sbloccare il risultato. La sfortuna certamente protagonista, ma qualche domanda bisogna farsela: dieci occasioni nitide, ma chi deve buttare la palla in rete? Paolucci si è espresso meglio da esterno, Calil non è un centravanti e l’unico andato realmente vicinissimo al gol è stato Di Grazia. Più pragmatismo e più cinismo sono indispensabili, e forse anche qualche cambio di Rigoli potrebbe essere rivisto. Perchè sostituire il migliore in campo, Di Grazia? Perchè non far entrare prima Anastasi vista la quantità di cross e la necessità di un centravanti d’aria di rigore?

Una menzione a parte merita però proprio il folletto rossazzurro: Andrea Di Grazia. Dribbling, velocità e voglia di impressionare. Il numero ventitrè lanciato in campo dal primo minuto ha dimostrato di poter essere un perno fondamentale di questa squadra, garantendo qualità ed intraprendenza nel reparto avanzato. Una costante spina nel fianco nella difesa avversaria, peccato che, soprattutto nel primo tempo, abbia predicato spesso nel deserto.

Classifica ancora da tenere oscurata dunque, ma bisogna fare i conti con una vittoria che manca ormai da un mese. Il campionato è ancora solo all’inizio, è vero, ma il prossimo mese potrebbe essere quello determinante per le ambizioni del Catania. Da mercoledì prossimo fino alla fine di ottobre, gli etnei dovranno disputare quattro partite in casa e due in trasferta, con un bottino potenziale di dodici punti tra le mura amiche e una sfida contro il Lecce di altissimo profilo. Un mese per capire chi vuole essere il Catania in questo campionato e quali possono essere le prospettive future.