Rigoli afFONDI? I numeri ed il gioco parlano chiaro…

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Pubblicato: 10:00 - 29 settembre, 2016


Azioniamo per un momento la DeLorean “rossoazzurra” e torniamo nel passato. Non eccessivamente, sia chiaro, basta fare un passo indietro ed andare al mese scorso, quando il Catania di mister Pino Rigoli si godeva la convincente vittoria in rimonta contro un “top team” della categoria come la Juve Stabia. Entusiasmo, consapevolezza della propria forza, mostrata in modo veemente con la rimonta cui si è dato vita, e sensazioni particolari, come se le cose, pian piano, stessero andando finalmente per il verso giusto. Trenta giorni dopo sembra essere passata una mietitrebbia sulle ambizioni e sulla situazione psicologica etnea. Già, perché quella dello scorso 28 agosto resta, finora, l’unica vittoria di questo campionato. Da lì in poi pareggi, quattro, ed una sconfitta bruciante, sicuramente immeritata, ma sempre di sconfitta si tratta. Un Catania che esce dalla partita casalinga contro il Fondi con più dubbi che certezze, conscio di aver raggiunto quota “0” con parecchio ritardo sulla tabella di marcia. C’è da rimboccarsi le maniche, serve lavoro alacre, in primis a Pino Rigoli.

Al di là di tutte le circostanze del caso, arbitrali e fisiche, che fanno parte del gioco e devono essere accettate e prese per come vengono, la questione principale è semplice: a non convincere è la trama di gioco etnea, fatta più di foga ed ansia che di ordine ed organizzazione. Solo nella trasferta di Reggio Calabria si sono intravisti lampi di efficienza ed efficacia nel giro palla e nel palleggio, per il resto si è sempre storto il naso da quel 28 agosto in poi. Ad Andria, oltre a regalare un tempo agli avversari, si è davvero rischiato di perdere, con un super Pisseri a mettere le pezze. È vero, si è creato molto dal punto di vista offensivo, ma mai dando la sensazione di avere tranquillità e compostezza. A Matera è andata in scena la più brutta versione del Catania stagione 16/17. Presa “a pallate”, la truppa di Rigoli ha dovuto ringraziare la dea bendata per aver strappato un pareggio laddove si meritava di perdere. Fortuna che, di fatto, ha preteso il suo credito poco dopo, con l’incredibile sconfitta contro l’Akragas. Almeno dieci le nitide palle gol create, zero i gol, zero i punti. Si arriva a ieri sera. L’incipit della gara faceva ben sperare, con la sventola di Fornito che si insaccava, dando il vantaggio agli etnei. Poi, però, encefalogramma piatto. Il Catania non ha fame, non è predatore, anzi diventa preda, si fa avvolgere dal Fondi e subisce il gol del pareggio. La cosa che preoccupa maggiormente è, però, l’incapacità di reagire dopo la rete subita, sinonimo di psicologia labile.

I numeri stessi parlano chiaro: una sola vittoria nelle prime sei, cinque reti all’attivo, e con quella batteria offensiva è pochino, sette punti totalizzati in sei partite. Al netto della penalizzazione, il Catania sarebbe comunque fuori dalla zona playoff e protagonista di un inizio di stagione poco esaltante. Se poi ci aggiungiamo gli innumerevoli schieramenti provati dal tecnico, la “scomparsa” dal campo di Piscitella dopo la partita di Reggio, in cui fu il migliore, un Russotto subentrante nelle ultime due, l’inamovibilità di elementi come Calil e Paolucci, in chiara difficoltà ed in debito d’ossigeno, il “dilemma Scoppa”, la “questione Di Grazia” ed una tifoseria che, pian piano, sta cominciando a perdere la pazienza con il tecnico e la squadra, possiamo etichettare il momento come di “crisi”. Rigoli soffre la pressione? O è un periodo particolare, in cui tutto va per il verso sbagliato? Sia chiaro, di alibi, quest’anno, non si può parlare in confronto a quanto passato solo dodici mesi fa.

Saliamo nuovamente a bordo della DeLorean rossoazzurra, stavolta per andare avanti nel tempo, di pochi giorni. A Taranto è il banco di prova definitivo, non solo per la rivalità e per i ricordi che suscita quello stadio, ma per modificare un trend palesemente negativo. Il gioco ed i numeri parlano chiaro: Rigoli sta affondando, con lui il Catania. C’è bisogno di una concreta sterzata, di un cambio d’inerzia immediato, altrimenti bisognerà prendere provvedimenti seri. Cambiamenti all’orizzonte? Avessimo davvero la DeLorean potremmo saperlo, ma qui non c’è Michael J. Fox, ci tocca attendere.