Top Player: Basta un capitano che non molla mai?

By
Pubblicato: 19:57 - 20 febbraio, 2017


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Superficialmente, la prestazione di Marco Biagianti contro il Taranto si può riassumere in una parola: “Motorino”. A benzina, ecologica. Sostanzialmente, però, non basta a far spuntare un sorriso ai tifosi rossazzurri, logicamente preoccupati per il (poco) carattere generale mostrato in campo.

D’altra parte, poi, a motore spento, è stato proprio lo stesso capitano del Catania a fare mea culpa generale: “Dobbiamo cambiare atteggiamento, lo dobbiamo fare per i tifosi”. Partiamo da qui, che dite? Anzi, facciamo una piccola premessa, le parole rivolte all’ex tecnico Pino Rigoli e a quello nuovo, Mario Petrone: “Siamo consapevoli del fatto che Rigoli ha pagato anche per colpa nostra. Adesso vogliamo metterci a disposizione del nuovo mister”. Emblematico, e chiudiamo parentesi. Ma basterà e basta, tutt’ora, un capitano che non molla mai? Perché mentre tutti gli altri, chi più chi meno, cercavano la propria posizione in campo, c’era lui, con le gambe dei tempi migliori, a far su e giù, destra e sinistra, concedendosi giusto le sbavature che una partita rognosa come quella di sabato può offrire. Nulla più. Ecco, se vogliamo trovare un punto base dal quale ripartire, e vogliamo trovarlo nella prestazione profusa contro il Taranto, ebbene, lo troviamo sotto la voce “Biagianti”.

Ma non basta, almeno per ora. Non ancora. Fino a questo punto della stagione, Biagio è stato il giocatore (insieme a Bergamelli e Pisseri) con il rendimento costante più alto dell’intera rosa del Catania: a volte felice, spesso corrucciato e arrabbiato. E’ da premiare, questo senza dubbio, ma adesso è a lui che spetta il prossimo passo: prendere per mano i compagni e portarli sulla retta via dei leoni. Mentalizzarli, gasarli e, perché no, metterli in difficoltà: un capitano suona anche la sveglia, a volte. Questo sì: serve e servirà.