La storia non mente: il tabù trasferta del Catania esiste ed è una “tradizione”

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Pubblicato: 19:00 - 3 settembre, 2017


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Proprio non va, e non sembra esserci verso per farla girare: il Catania in trasferta non riesce a svoltare, la gara con la Casertana ne è la conferma. Ma più che di “maledizione”, in realtà, si dovrebbe parlare di “tradizione”: negativa, per carità, ma questa è. Perché? Perché è una storia che si ripete, dall’ultima Serie C ad oggi, in 17 stagioni diverse. I dati, come sapete, non mentono mai: abbiamo trascorso qualche ora sugli almanacchi ed ecco i risultati.

Linee guida: si parla di regular season, quindi fasi finali escluse. Analizziamo insieme i numeri, poi passeremo alla media vittorie che servirebbe per giocarsi il successo finale. Il Catania, in tutto, in 17 stagioni (conteremo anche la gara di ieri), ha disputato 311 partite fuori casa: 152 in Serie A, 105 in Serie B e 54 in Lega Pro/Serie C. Ma il mal di trasferta si nota soprattutto andando ad osservare i risultati delle sfide: i rossazzurri, infatti, dal 2001 ad oggi hanno vinto solo 44 volte, pareggiato 101 e hanno perso 166 confronti esterni. Parlando in media, quindi, si tratta di 2,5 vittorie per stagione, con un totale di 233 punti conquistati su 933 disponibili: 0,74 per gara, per intenderci. Il dato che, però, aiuta a leggere il trend negativo è quello relativo alle reti messe a segno e subite: il Catania ha bucato il portiere avversario 271 volte, media dello 0,87, subendo invece 522 gol, con una media di 1,67 a partita. Insomma, per capirci: i rossazzurri partono sempre dall’1-0 in favore dei padroni di casa. Se si vuole vincere, bisogna ripartire da questo e cambiare la “tradizione” in “eccezione”.

Sì, perché basta guardare il rendimento delle ultime due neopromosse del Girone C di Lega Pro, Foggia e Benevento, per rendersi conto di ciò che serve al Catania per puntare alla Serie B: i rossoneri, lo scorso anno, hanno vinto 10 gare esterne, ne hanno pareggiate 7 e perse solo 2 su 19 totali. I giallorossi (adesso in A), invece, hanno gioito in 7 occasioni, pareggiato in 7 e hanno perso 3 gare su 17 totali. Ai ragazzi di Lucarelli, quindi, servirebbe raggiungere un numero di 8-9 partite vinte fuori dalle mura amiche, pur sempre senza perdere il resto, per pensare alla vittoria finale: e non è un caso che l’ultima volta che i rossazzurri sono riusciti a fare quanto appena scritto risalga alla stagione 2005/06, quella della promozione in massima serie (9 successi esterni, 5 pari e 7 sconfitte). Cambiare trend si può: così come cambiare una storia che, da troppo tempo, non permette al Catania di spiccare il volo.