Il Real, il Catania e la concorrenza con Pisseri: Martinez si racconta a Catanista

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Pubblicato: 14:05 - 17 novembre, 2017


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Passato, presente e futuro: Catania e non solo. Insomma, Miguel Angel Martinez si racconta a 360° alla redazione di Catanista, nel corso della puntata di ieri sera di Catanista News andata in onda su Etna Radio e Radio Cuore. Ecco un estratto dell’intervista:

“Arriviamo da una buona situazione, ci dà una buona spinta, ma dopo ogni partita che vinciamo liberiamo la mente e pensiamo al prossimo impegno, con la consapevolezza che stiamo facendo bene. La squadra ha capito che tutti i club contro cui giochiamo prendono i match con noi come la partita della vita, come la festa del paese, quindi noi che siamo intelligenti sappiamo cambiare anche sistema di gioco. Ci prepariamo bene per la gara di Castellammare, senza esaltarci troppo.”

“Mi trovo bene qui, anche con la lingua, ho imparato il dialetto grazie a Di Grazia e Bucolo. Ho iniziato la mia carriera all’Atletico, poi sono stato cinque anni al Real, sono stati anni bellissimi. Quaado cresci riesci a capire quanto bella può essere un’esperienza del genere, poi sono andato in prestito al Getafe dove mi allenavo con la prima squadra. Cosa mi è rimasto della Fabrica del Real Madrid? E’ stato fantastico, i numeri parlano da soli: escono giocatori importantissimi da lì, lavorano molto bene anche grazie al centro sportivo e allo staff che aiuta tanto la crescita dei giovani. Poi stavo per andare al Messina, dopo aver recuperato dall’infortunio, ma per problemi della FIFA l’autorizzazione è arrivata con un giorno in ritardo e sono stato fermo per sei mesi. E poi è arrivata la grande occasione chiamata Catania.”

“Cos’è cambiato dallo scorso anno? Il feeling con i tifosi, anche se possiamo fare meglio e lavoriamo per questo, poi lo staff: lo scorso anno abbiamo avuto grandi allenatori, ma quest’anno è un’altra cosa. E poi c’è il gruppo: è importante sapere che il compagno che hai accanto farà di tutto pur di aiutarti. Parliamo di tutto, non solo di calcio, e questo fa la differenza anche e soprattutto nei momenti meno felici. La concorrenza con Pisseri? Non è facile sapere che non giochi, ma è una sana competizione, anche perché con Matteo siamo amici e quindi ci troviamo bene insieme.”

“La partita contro la Casertana è stato un colpo che ci ha fatto svegliare: questa consapevolezza lo scorso anno era solo a parole, ma non riuscivamo a rispondere con i fatti. A quale portiere mi ispiro? Ho due preferiti: come idolo Gigi Buffon, perché vederlo è uno spettacolo. Quello a cui somiglio è Victor Valdes, sia come fisico che come tecnica. Il mio futuro? I miei propositi sono sempre legati al Catania, è dura non giocare, specialmente per me che non dormo la sera, ma sono legato a Catania, a Matteo Pisseri e mister Marco Onorati. Ci sono giorni in cui magari sei un po’ più giù, ma sono concentrato a far bene qui.”