Editoriale: Catania “in bocca ai Lupi”

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Pubblicato: 22:31 - 22 novembre, 2017


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

E’ e non può che essere una sconfitta amara, quella del Catania contro il Cosenza: va analizzata per quello che è, una sconfitta interna che fa sempre male, ma sabato si torna in campo, e tutto sommato si può anche fare a meno di psicodrammi.

Facciamo che abbiamo assistito alla classica “revisione” della vettura: quella effettuata giusto per assicurarsi che tutti i componenti funzionino correttamente. Non diciamo “No Problem, è la Coppa Italia”, ma in un certo senso… “non è il campionato”, suona meglio. Rimangono i rimpianti, e non andranno via “con il bucato” di “Battistiana memoria”: peccato, per i giovani, peccato, perché comunque fa sempre comodo una competizione in più, per il morale e i sorrisi di chi nella regular season gioca meno. Eppure, anche andare a commentare un match del genere non è cosa semplice: avete presente cosa significhi analizzare correttamente una sconfitta in Coppa, dopo quattro successi di fila in campionato, senza esagerare in un senso o in un altro? Beviamoci su: in questo senso, la rete di “Liguori” può aiutarci a dimenticare l’erroraccio difensivo che ha propiziato il vantaggio del Cosenza. O la manovra macchinosa di questa sera.

Tra l’altro fredda e “per pochi intimi”, al Massimino, altra particolarità della Coppa Italia. E un altro bicchierino di “Liguori” può distrarci dal lapsus difensivo di Djordjevic: non è certo un centrale, il serbo, ma la voglia di vincere fa anche questo. Ti prende dentro, ti toglie il respiro: come il moto perpetuo, avanti e indietro, di Russotto, indemoniato dal suo ingresso in campo fino al termine. E’ il ponte tra il campionato e questo secondo turno di Coppa: il tramite tra la stagione regolare e una parentesi che poteva diventare discorso diretto, una domanda che per quest’anno non avrà risposta.