Editoriale: Elefanti sulle spalle dei Giganti

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Pubblicato: 22:53 - 25 novembre, 2017


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

E’ la liberazione dalla maledizione: è il canto dell’Elefante che stende i Giganti e sale sulle loro spalle, pronto a guardare l’orizzonte, senza soffrire di vertigini.

“Vedo nero”, nel primo tempo: scheletri nell’armadio e vecchi incubi di metà febbraio che tengono il Catania legato alla porta dell’Esseneto. Ma la scorsa stagione è lontana: e dal palo di Gjiuci il “vedo nero” diventa “vedo rosso”, questa volta dalla cadenza francese. Parigi, la capitale, fa un regalo ai rossazzurri e nella ripresa, inutile dirvelo, Lucarelli avrà fatto tremare le pareti dello spogliatoio. Cercavate il leader in panca? Andatelo a chiedere a Russotto, “colpevole” di una palla persa e per questo motivo rincorso dall’allenatore etneo dall’area tecnica dell’Akragas all’area di rigore difesa dai Giganti, non biancazzurri, ma marmorei e con l’elefante sul petto.

C’è un destino anche nel calcio, però: batte qualsiasi “legge di Murphy” delle “bestie nere”. Non può andare sempre peggio, mia cara dea bendata: è uno schiaffo alla sfortuna, il liscio di Di Grazia. Un “No” esclamativo tramutato in “Gol!” in pochissimi istanti, perché è così che si tratta con chi ti vuole male, quel caso che negli ultimi anni non ti ha voluto certo bene. E dal destro smorzato si passa alla gioia: come dal mancino che tocca la rete, si passa al servizio delizioso per la botta a colpo sicuro di Curiale. A proposito: crisi attaccanti? Ripa non segna, va bene, ma chi vuole Genchi? E chi Di Piazza? Perché non ci sono discorsi che tengano di fronte ai semplici dati: sei gol, seconda posizione nella classifica marcatori dietro, proprio, alle punte di Monopoli e Lecce. Ha segnato quasi quanto tutto il reparto offensivo della scorsa stagione: bisogna aggiungere altro? Ah, sì: il Catania va a meno tre dal Lecce. La “Missione sorpasso” a Trapani incombe: i rossazzurri si preparano guardando l’orizzonte “sulle spalle dei Giganti”.