Editoriale: “Rambo” rossazzurri

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Pubblicato: 18:50 - 17 dicembre, 2017


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

E’ una squadra che non si “ar-Rende”, non lo fa mai. Si esalta nelle difficoltà: con mezza squadra, un campo “risaia” e un clima da guerra, tra i palazzotti che costeggiano il Lorenzon. Il Catania è un po’ come Rambo, fascia in testa e mitragliatrice, granate e scazzottate, riprende la marcia con un girone di ritorno tutto da vivere.

Ma non tutti i Rambo hanno i capelli ricci. O semplicemente i capelli. A proposito: lo volevano tutti via, no? Prende il telefono e risponde: ha la sua occasione dal primo minuto e la sfrutta prima con un assist da trequartista puro per Curiale, poi mentre Aya viene medicato e i giocatori del Rende protestano con l’arbitro, ruba il pallone nascondendolo agli altri. “Non ci sono storie, è il mio momento”: Ripa mette la fascia, va sul dischetto e spara contro un destino negativo che non lo ha certo premiato fin qui. Basta come Ripa-day? No: perché poi si riscopre bomber. Troppo facile il rigore, per uno come lui: sfera che rimbalza al limite, destro all’incrocio senza neanche pensarci su e riscatto. Sulla “medaglietta” al collo porta i nomi di chi lo ha aspettato: da mister Cristiano Lucarelli ai direttori Lo Monaco e Argurio. Perché è ben più di una vittoria, questa.

Diciamoci la verità: quanti avrebbero pensato, con quattro sconfitte totali in diciannove gare, una in più rispetto al quantitativo stimato da Lucarelli per l’intera stagione, di trovarsi a meno tre dal Lecce capolista? Non si è primi, vero, ma mica male: con metà campionato, cioè una vita, uno scontro diretto da disputare e le insidie che conoscete già, essere lì è il segno che questa lotta durerà fino alla fine e che quest’anno ci sarà anche il Catania.