Lo Monaco sul Lecce: “Loro hanno l’obbligo, noi la voglia di vincere”

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Pubblicato: 18:05 - 14 gennaio, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Intervenuto al termine della gara tra Catania e Sion, l’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, ha parlato della trasferta di Lecce:

“I tifosi del Catania a Lecce? Penso sia difficile, anche se la Lega Pro si sta adoperando per risolvere la questione, ma mi sembra difficile. A Lecce non bisogna distrarsi: è un match importante che noi affronteremo con le idee chiare. La differenza è che loro devono vincere il campionato, ci hanno provato molto e hanno investito tanti soldi e hanno l’obbligo di vincere. Noi vogliamo vincere: bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, hanno fatto un campionato strepitoso, hanno perso solo contro di noi e anche noi in scia l’abbiamo fatto, perché nonostante abbiamo perso di più siamo lì, ma nonostante questo siamo in scia.”

“Se c’è il pericolo di favori arbitrali contro a Lecce? Non ho personalmente nulla contro il Lecce né contro la sua tifoseria, anzi, la reputo una tifoseria che merita il salto di categoria. Catania e Lecce non c’entrano nulla con questa categoria, ma purtroppo il destino le ha messe contro. Il nostro è un sistema particolare: prendete Cagaliari-Juve, il Var non ha deciso di intervenire. Quando succede questa cosa passa il concetto che la Juve sia favorita. A Trapani abbiamo avuto un arbitro con la famiglia a Lecce: ho fatto questa considerazione e la partita dice che ci viene negato un rigore grande quanto una casa. Ma come si fa a non pensare male? I fatti dimostrano che la designazione è stata sbagliata, perché si dà la possibilità di parlare poi.”