Editoriale: E’ finita? Sì, No, Forse

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Pubblicato: 19:09 - 11 febbraio, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

E’ finita? Forse sì, forse no: con dodici partite da giocare si fa fatica ad emettere giudizi, ma ci proveremo. Ma per farlo, partiamo dagli scorsi giorni: in pieno tema Sanremo, “Fiumi di parole”. Perché, in fondo, l’abbiamo ripetuto più volte: le polemiche fanno parte del calcio, ma poi c’è il giudizio insindacabile del campo.

Inoppugnabile, inappellabile, come sempre: né possiamo permetterci di peccare di presunzione individuando come uno responsabile del pareggio del Catania contro il Cosenza il clima creato dallo scontro a distanza con il Lecce, ma in questo momento, senza alcun dubbio, serviva tranquillità. E così non è stato. La partita poi è riassumibile con il concetto di “punto guadagnato”, che fa il paio con quello conquistato al Massimino con il Matera: anche lì si è sofferto, anche lì i rossazzurri sono riusciti a scamparla. Questo è ciò che brucia: e, con ogni probabilità, è anche la vera differenza con i salentini, almeno per adesso. Della gara, poi, andrebbero sottolineati i due svarioni in fase difensiva (dal tocco sbagliato di Mazzarani all’errata interpretazione della punizione di Bruccini), così come la frenesia di una formazione che, vuoi o non vuoi, davanti al suo pubblico non riesce a dare il meglio di sé. E poco consolano le buone prove di Barisic, il migliore in assoluto, Di Grazia e Manneh: che, poi, fa anche sorridere a pensarci. Chi la risolve? Tre giocatori provenienti dalla cantera etnea.

Il resto lo cantano i Jalisse con “Fiumi di parole”: le botte a distanza tra Catania e Lecce che, alla fine, non possono niente di fronte alla risposta inconfutabile del Massimino. Il Lecce scappa, il Catania guarda: c’è ancora una vita da giocare, ma adesso è dura.