Lucarelli: “Mi aspetto un Catania “pirata”: è la gara più difficile da qui alla fine”

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Pubblicato: 14:43 - 9 marzo, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Intervenuto in conferenza stampa a pochi giorni dalla trasferta contro la Sicula Leonzio, l’allenatore del Catania, mister Cristiano Lucarelli, ha parlato così del momento dei suoi.

CATANIA “PIRATA” – “Non mi si venga a dire che giocare con la Leonzio a Lentini, con il pubblico festante per il ritorno a casa, è uguale a giocare con la Leonzio al Massimino davanti a trecento spettatori: questo rispetto alle nostre concorrenti lo paghiamo. Sarà una partita di spada e non di fioretto, perché su quel campo non può essere altrimenti, e da questo punto di vista sarà importante valutare le caratteristiche di ogni giocatore da scegliere. Che Catania sarà? Un Catania “pirata”: c’è un film degli anni settanta, “Bad boys”, e lo dico sempre ai ragazzi. Noi siamo come i protagonisti del film: tutti ci vogliono far la pelle, vogliono giocarsi il jolly contro di noi. Il pericolo è sempre dietro l’angolo: è bene tenere gli occhi aperti, perché sono convinto che questa è la partita più difficile che ci separa al 6 maggio. Siamo al rush finale e bisogna toccare altri tasti rispetto a quelli toccati prima: abbiamo cambiato metodo di lavoro, infatti. Sabato non eravamo molto sciolti, poi piano piano nel secondo tempo siam venuti fuori bene. In casa, spesso, ho la sensazione che si vada più piano, in realtà in casa siamo rallentati dalle condizioni del campo, perché da un po’ di tempo la palla non scorre benissimo al Massimino.”

SULLE CONDIZIONI DELLA SQUADRA – “Russotto? No, vista l’esperienza di Lecce penso che Russotto vada gestito per evitare ricadute che potrebbero essere letali: ci vuole massima lungimiranza. Probabilmente lo porterò in panchina per fargli riassaporare le emozioni della partita, ma ha fatto due allenamenti con noi, ma “a disposizione” vuol dire un’altra cosa per me, ovvero poter utilizzare liberamente il giocatore, ma non è così. Spero che Di Grazia oggi possa tornare ad allenarsi con la squadra, perché nel primo allenamento settimanale si è scontrato con Bogdan ed è uscito. Mi spiace perché anche l’altra settimana è stato fuori per influenza: ormai lo chiamo “Di-sgrazia”, scherzando.”

SULLA SICULA LEONZIO – “Ho avuto la possibilità di parlare al termine della scorsa stagione con la dirigenza bianconera perché c’era la possibilità di allenarla: è una società che mi sta molto simpatica. Affrontiamo una squadra molto forte. Loro giocano con un 4-3-3, ma più che in ampiezza, visto che hanno due esterni che vengono dentro con velocità a piede invertito, dobbiamo stare attenti centralmente. Loro sono più garibaldini di noi, perché lasciano tante situazioni i parità o inferiorità numerica quando fanno la partita.”