Il Catania torna imperforabile in difesa: la “lezione Monopoli” è servita

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Pubblicato: 17:42 - 14 marzo, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Al di là dei due punti persi in quel di Lentini, rammaricanti non solo per non aver sfruttato l’ennesimo passo falso del Lecce, ma anche per quanto prodotto nonostante le difficoltà proposte dal terreno di gioco, il Catania può guardare il bicchiere mezzo pieno: la difesa rossazzurra vista dopo la debacle di Monopoli sembra essere tornata quella dei tempi migliori.

Con altre vesti e con diversi interpreti a seconda delle necessità, è vero, ma sia nel match interno contro il Siracusa, sia nel pareggio con la Sicula Leonzio, i “giganti” di mister Lucarelli hanno dato prova di grande solidità e compattezza davanti a un Pisseri che, per la quattordicesima volta in questo campionato, torna a casa con la porta inviolata (secondo solo a Forte nel girone C, che tra Rende e Casertana ne ha collezionate quindici). Tutto questo, oltretutto, avendo di fronte due squadre in salute dal punto di vista realizzativo: contro gli aretusei fu la linea composta da Marchese, Aya e Bogdan ad annullare, grazie anche al lavoro di Porcino e Semenzato in posizione di quinti nel 3-5-2, le sortite offensive dei giocatori di Bianco, vivi solo nella prima frazione. Contro la Leonzio, domenica, Marchese, Bogdan, Aya e Blondett, dopo poche, pochissime occasioni pericolose, sono riusciti a prendere le misure ad Arcidiacono e compagni. Risultato? Identico: avversari volenterosi nel primo tempo, nulli nel secondo. E non può essere un caso.

Nel momento in cui il Catania doveva ritrovare le proprie certezze, all’indomani della clamorosa sconfitta contro il Monopoli, insomma, la formazione di Lucarelli ha tirato fuori quella che da molti è considerata un’arma letale al pari dell’attacco: la difesa. Che non segna, o comunque lo fa in rari casi, ma che permette ad una squadra come quella rossazzurra di non perdere punti preziosi, fosse anche quello del pareggio. La “lezione” è servita.