Editoriale: Medaglia d’argento e tre punti di sospensione

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Pubblicato: 17:50 - 6 maggio, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Mezzo bacio, mezzo sorriso: “mezza festa” per un Catania che di mezze misure, però, ne conosce ben poche. Quanto cambia? Cosa cambia? Ci voleva? Ci voleva! Zittisce il fato, la squadra di Lucarelli, lo beffa con il sorriso vestendosi d’argento: medaglia con rifiniture rossazzurre, fatta di sudore, sogni e amarezza. E progetti rivolti al futuro: champagne in frigo, bisogna non pensare a ciò che è stato e ripartire dalle certezze.

Quella che consegna la classifica ad esempio: tolto il Lecce, il Catania avrebbe vinto in tutti e tre i gironi. Allevia le ferite? A metà: come analizzare la gara del Massimino? Proviamoci partendo dai gol: la liberazione di Russotto, due reti nelle ultime due, che pensa e guarda altrove, ben oltre il ricordo infausto dell’infortunio. Mazzarani mette il dito sulle labbra: silenzi e brusii dell’anima, zittiti dalla ragnatela che prova a rimettere insieme cuori e anime in vista dei Playoff. Di Grazia vuole rinascere, sfruttando lo scherzo che il destino fa a Bucolo, che proprio non riesce ad esultare con la sua maglia del cuore e che guarda farlo Giuseppe Rizzo, che dal canto suo disegna geometrie e traiettorie fuori dalla portata degli avversari, portiere compreso. E Brodic: sta tutto nel suo volto abbronzato e sorridente, da classico turista in visita. Ha smesso di esserlo alle 15:35 circa, quando ha risposto ai dilemmi sul suo potenziale, discorsi aperti e rimasti a Zagabria e, finalmente, chiusi nel pomeriggio di oggi. In campionato ha segnato più di Ripa al Massimino: il primo gol è un sasso scagliato sull’acqua per tastarne i pericoli. Due minuti più tardi spiega in un solo dribbling perché il Catania lo abbia voluto e perché in passato lo abbiano cercato tutti i club più prestigiosi d’Europa.

Ci voleva? Ci voleva: il Catania, questo Catania, ha meritato il secondo posto. Adesso si stacca la spina: il punto, anzi, i tre punti sono stati messi. Di sospensione: tra ventiquattro giorni sarà un’altra storia. Senza mezze misure: andata, ritorno e ancora cinque potenziali “finali” da vincere. Basta arrivarci pronti, il resto va da sé.