Editoriale: Senza “rigore”

By
Pubblicato: 23:43 - 6 giugno, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Che peccato. Che spreco. Una partita senza “rigore”, appunto: perfetta nell’impostazione, ma senza “rigore”. Il penalty? Senz’altro la freddezza e la rigidità per portarla a casa. Perché fino al gol di Marotta è stato un Catania esemplare: ecco, perché fino al gol di Marotta è stato un Catania esemplare e dopo no?

Una cosa è certa, senza crucciarsi troppo: la squadra di Lucarelli è padrona del proprio destino. Lo è stata per tutta la regular season, lo è stata nelle ultime “cinque finali”, lo sarà a maggior ragione anche domenica e, chissà, se va tutto bene settimana prossima. Bisogna apprezzare quanto fatto: i settanta minuti praticamente perfetti, giocati senza concedere nulla alla squadra di Magnini, né in difesa, né a centrocampo. E va ripetuto: giocati. Calma e organizzazione esaltate dall’ennesima buona prova di capitan Biagianti e da un Mazzarani spesso pericoloso tra le linee. Da applausi, tutto: fino allo svarione di Pisseri, che pesa in maniera ingloriosa non solo sul punteggio, ma anche sulla prestazione di un giocatore che nelle ultime due stagioni ha regalato tanti punti alla causa. E che risulta comunque decisivo: così come le troppe occasioni sciupate. Questo sì: questo incide molto più di un contatto dubbio in area di rigore. Il destro ciccato da due passi da Russotto grida vendetta, il “ginocchio” di Mazzarani pure: il piattone di Curiale allo scadere completa il quadro. Sono occasioni troppo importanti in momenti del genere. Se sprechi così tanto non puoi recriminare nulla: non hai avuto il “rigore” giusto per aprirla e chiuderla. Per vincerla.

Adesso serve la storia, serve il Massimino: nulla è perduto. Il Catania può fare e, come visto, disfare a suo piacimento: servirà rigidità, coerenza, costanza e mentalità. Servirà lottare fino all’ultimo minuto: d’altra parte, gli almanacchi sportivi sono pieni di imprese rossazzurre partite con pronostici sfavorevoli. Questa parte, invece, da alcune certezze: la prima è che con il Siena visto al Franchi puoi farcela. La seconda, e ben più importante, è che se hai il “rigore” giusto non può fermarti nulla. Domenica come in futuro.