Conferenza Pietro Lo Monaco: “Accanimento verso i nostri tifosi, così si ammazza il calcio”

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Pubblicato: 13:45 - 9 giugno, 2018


Alla vigilia della semifinale di ritorno contro il Siena, in programma domani sera al Massimino, ha parlato in conferenza stampa a Torre del Grifo l’amministratore delegato degli etnei Pietro Lo Monaco, che ha analizzato sia le questioni arbitrali dubbie delle scorse partite sia l’ambiente che i toscani troveranno a Catania, parlando poi anche dell’aspetto trasferte vietate e settore ospiti chiuso:

<<Per quanto riguarda il settore ospiti, la società ha chiesto che potesse essere aperto per i nostri sostenitori ma questo permesso ci è stato vietato; negli ultimi anni si è palesato un modus operandi particolare, al primo episodio ci hanno subito vietato la trasferta e continuano in atteggiamenti del genere.

Quando accadono episodi come quello della Calabria io sto male, a queste persone farei solo una domanda: vi rendeto conto del danno che fate alla vostra città? Poi però volto pagina, sono stati presi, condannati e “daspati”. Posso capire se viene vietata la trasferta per una settimana, ma vietarla a oltranza, in partite come questa, è dannifico per tutti. Poi per una par condicio stupida, la stessa decisione viene presa per i tifosi del Siena e storicamente la compensazione non ha mai aiutato. Così si fa morire il calcio e non c’è giustificazione. In tutti gli anni in cui sono stato qua ho sempre cercato di trasmettere l’immagine migliore della tifoseria catanese, che da sempre esempi che non sono stati mai rimarcati. Al primo soffio di vento negativo però, subito viene etichettata come tifoseria pericolosa. Ci sono altre piazze in cui accade qualcosa di peggio ma nessuno dice nulla, e non credo sia un comportamento adeguato. Ogni volta che si gioca a Catania ci sono mille restrizioni, organizzare una partita al Massimino con tutti i costi che ci sono ammonta a 20.000€. Se raffrontato a tutti gli altri campi di serie C viene da sorridere, ma purtroppo questo è l’andazzo degli ultimi anni; il Catania è retrocesso più volte, è stata protagonista di vicende scomode e per questo ora la tifoseria viene etichettata immotivatamente come “violenta”.

Noi non possiamo comunicare né con gli arbitri né col designatore, come da regolamento; la rabbia della Reggiana è giustificabile, non lo sono però dichiarazioni che fanno riferimento a corruzione e sporco nel calcio. Quando giocammo a Trapani e fu designato un arbitro con origini leccesi, io dichiarai in un incontro pubblico se fosse giusto fare arbitrare una gara del genere a un arbitro leccese. Mi fu risposto che era il migliore che c’era in circolazione. Andiamo a Trapani e sullo 0-0 fortuitamente quell’arbitro negò un rigore solare a Catania. Poi siamo andati a Bisceglie, dove c’era in tribuna il designatore che si era scomodato per venire a vedere quella partita e, purtroppo per noi, mi sembra che ci ricordiamo tutti quello che è successo, tra gol annullati e rigori non dati. A Trapani è stato fortuito, a Bisceglie è stato fortuito, magari non sarebbe stato male se alcune decisioni fossero andate anche contro altri ma non è stato così.

La squadra sa perfettamente quello che penso, oggi il calcio si è molto modificato e sono gli episodi a decidere le partite; se sono a tuo sfavore ci sta, come a Siena, che non venga premiata la squadra migliore. L’unico dato incontrovertibile è che l’organico del Catania non ce l’ha nessuno, noi siamo una squadra che è in condizione di ribaltare il risultato e su questo non ci sono dubbi. Spero solo che gli episodi stavolta vadano a nostro favore>>.