Conferenza Pietro Lo Monaco: “Dobbiamo sbranare il Siena, in campo con cuore e mentalità”

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Pubblicato: 13:52 - 9 giugno, 2018


Alla vigilia della semifinale di ritorno contro il Siena, in programma domani sera al Massimino, ha parlato in conferenza stampa a Torre del Grifo l’amministratore delegato degli etnei Pietro Lo Monaco, che ha analizzato sia le questioni arbitrali dubbie delle scorse partite sia l’ambiente che i toscani troveranno a Catania, facendo anche riferimento al buon momento di forma che sta attraversando la squadra nell’ultimo periodo:

<<Il Catania non deve temere nessuno, la realtà è una sola ed è incontestabile: noi giochiamo una partita in casa davanti alla nostra gente e insieme alla nostra gente, per questo li dobbiamo sbranare!

Nelle ultime quattro partite (Rende, Feralpi, Feralpi, Siena) abbiamo subito tre – quattro tiri in porta e, di questi, un gol dal Rende, un rigore dalla Feralpi e un gol a Siena. Questo vuol dire che la squadra ha un suo equilibrio, una sua forza a prescindere da come si schiera l’avversario. Presumo che l’allenatore andrà avanti per la sua strada e che sappia come schierare la formazione, mettendo in campo gli uomini fisicamente, tecnicamente e mentalmente più pronti, con la cosapevolezza di avere una panchina lunga e con uomini in grado di cambiare l’andazzo del match in qualsiasi momento. Abbiamo il destino nelle nostre mani, dipende solo da noi e siamo pronti ad andarcelo a prendere. Non ci sono vie di mezzo domani, o vinciamo o andiamo a casa; sappiamo di affrontare un avversario tosto ma non possiamo temere nessuno, giochiamo davanti alla nostra gente e attraversiamo un buon momento di forma.

In partite del genere conta moltissimo la condizione fisica della squadra, in riferimento sia al Catania sia al Siena. Ci saranno delle condizioni di un certo tipo e per questo l’aspetto fisico e atletico può avere un’incidenza importante.

Non si misura il rendimento di un calciatore dai gol che fa; se Curiale dovesse giocare il mio unico auspicio è che sia al massimo della forma. Se fa giocare il guerriero che è in lui sarà della partita e darà il suo contributo. Per quanto riguarda Pisseri, un portiere deve imparare a gestire determinati momenti. Lui ha fatto un gesto coraggioso a Siena, ha cercato di anticipare l’azione nonostante ci fossero i suoi compagni su Marotta. Purtroppo ha sbagliato il tempo dell’uscita, ma ha avuto coraggio e questo vuol dire che mentalmente c’è ed è pronto per domani. Questi sono episodi che arricchiranno il suo bagaglio di esperienza, perchè dagli errori si può solo imparare. Non si vince soltanto con i mental coach, perchè per quanto possano lavorare sulla testa dei calciatori poi sono questi ultimi ad andare in campo, con la loro mentalità e con il loro cuore; se hanno fatto un buon lavoro, la partita avrà dei frutti buoni>>.