Senza la regola dei gol in trasferta: “tutto per tutto” o “gara ragionata”?

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Pubblicato: 11:00 - 9 giugno, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

L’atteggiamento iniziale nel calcio è fondamentale: approcciare la gara nella maniera giusta mette la stessa in discesa, nella maggior parte dei casi. Per il Catania gli istanti che seguiranno il fischio d’inizio rappresenteranno uno spartiacque cruciale: quale sarà l’indirizzo del match dei ragazzi di Lucarelli? Sarà una sfida da “tutto per tutto” o una “partita ragionata”?

Perché ci e vi poniamo questa domanda? Semplice: perché in questa Semifinale non varrà la regola dei gol in trasferta: vale tutto il resto, insomma. Vale iniziare con il piede sull’acceleratore, cercare la rete a tutti i costi e in tutti i modi per risolvere il discorso qualificazione. Vale, con i dovuti limiti, anche rischiare: perché “basta” vincere con un gol di scarto per andare ai supplementari. Quindi? Quanto può essere vantaggioso scoprirsi troppo e concedere qualche ripartenza alla squadra di Mignani? Dipende: da cosa? Dalle occasioni create e sfruttate: un atteggiamento del genere presuppone uno score quasi perfetto di finalizzazione, aspetto che a Siena ha penalizzato i rossazzurri. L’alternativa recita la definizione di “gara ragionata”: i toscani si chiuderanno a riccio, parcheggiando il pullman “a protezione” della porta di Pane. Calma, pazienza e, appunto, ragione dovranno essere i capisaldi della formazione di Lucarelli. Quanto può premiare un approccio del genere? Anche qui bisognerà sfruttare le chances a favore degli etnei, se ce ne saranno, con il rischio di trovarsi di fronte una nuova Juve Stabia.

In uno o nell’altro caso, insomma, bisognerà segnare quanti più gol possibili, senza fare conti. La certezza si chiama “Massimino”: detterà il ritmo a suon di cori, spingerà i rossazzurri verso la porta difesa dal Siena. Il resto dovrà farlo il Catania: in un modo o in un altro.