Tatticamente: Catania sistemato in corsa, ma non è bastato

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Pubblicato: 09:00 - 11 giugno, 2018


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Arduo molto arduo analizzare tatticamente la partita con il Siena e le scelte di Lucarelli perchè in fin dei conti il Catania non ha giocato male, ma avrebbe potuto fare meglio; non ha lesinato impegno, ma a tratti è apparso troppo nervoso e frenetico. Insomma un Catania non perfetto, ma che ci ha provato correggendo in corsa ciò che non andava, così come ha fatto Lucarelli.

La scelta di utilizzare dal primo minuto Caccavallo è stata a dir poco azzardosa e non ha garantito quell’imprevedibilità e quella tecnica indispensabile per impensierire una squadra ultra difensivista. Il tecnico però lo ha capito, così come ha notato l’impalpabilità di Barisic. Il cambio di modulo ed il passaggio al 4-3-3 ha portato frutti importanti, soprattutto dopo l’ingresso di Russotto, con una maggiore spinta sugli esterni e più pericolosità nell’uno contro uno.

Poi l’utilizzo di Mazzarani e la sostituzione di Biagianti. A conti fatti è facile tirare le somme, ma probabilmente questa mossa non è stata fra le più indovinate. La personalità e la forza del capitano sono venute meno, mentre Mazzarani ha praticamente sbagliato tutte le scelte (ovviamente non facciamo riferimento al tiro dagli undici metri). Poi Blondett quando forse, vista la superiorità numerica, sarebbe potuto essere ancora più utile la spinta di Esposito, ma qui stiamo guardando i dettagli.

Insomma pro e contro di una partita intensa e vissuta con grande pathos, che rispecchia tutti i pregi e i difetti di questa squadra. Una coerenza che avrebbe dovuto lasciare il passo al salto di qualità mai effettivamente avvenuto, ma che speriamo possa intravedersi già a partire dal ritiro della prossima stagione.