Top Player: Lodi trascina, Manneh punta… ma non basta

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Pubblicato: 10:12 - 11 giugno, 2018


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
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Corsa, personalità e voglia di incidere. Sono questi gli aspetti fondamentali in una semifinale di play off, in una gara come quella di domenica sera al Massimino in cui due giocatori su tutti hanno dimostrato queste doti: Lodi e Manneh. Il numero dieci ha cercato in tutti i modi di trascinare i suoi compagni verso la promozione; col cuore, con la testa e con il suo magico sinistro che solamente la traversa ha reputato non meritevole della gloria. Una partita quasi perfetta che ha permesso di sopperire all’evanescenza di Mazzarani e alla pochezza offensiva di Rizzo.

Poi il giovane Kalifa. Eccezion fatta per Russotto, apprezzato solo per pochi minuti, il numero diciannove è stato l’unico a puntare con costanza l’avversario cercando sempre di creare presupposti pericolosi. L’ingresso era stato un po’ timido, ma col passare dei minuti è stato un continuo doppio passo e cross, surplace e uno-due con inserimento senza palla. Insomma davanti ad altri compagni più esperti, lui è sembrato il vero giocatore determinante.

Peccato per loro, peccato per i tifosi rossazzurri, ma le loro buone prestazioni non devono passare inosservate nel marasma della critica. Ripartire magari da loro dunque in ottica futura, tagliando qualche ramo secco e chi non ha la forza mentale per incidere, cercando piuttosto di sfruttare quel mix creato dall’esperienza di Lodi e dalla freschezza di Manneh.