Il bilancio stagionale di Lo Monaco: “Ci abbiamo creduto, contro tutto e tutti”

By
Pubblicato: 18:22 - 22 giugno, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Intervenuto in conferenza stampa a Torre del Grifo, l’ad del Catania, Pietro Lo Monaco, ha tracciato un bilancio sulla stagione sportiva appena conclusa, tra campo ed extra-campo.

BILANCIO STAGIONALE – “Qui facciamo un giornalismo sbagliato: ne ho lette di tutti i tipi. Ho letto di “Il Catania doveva vincere il campionato e quindi è stato tutto un fallimento” e altro: questo crea sgomento tra la gente. L’ho sempre detto che il Catania combatteva due campionati: quello dei conti e quello del campo. Il campionato dei conti è quello più difficile, visto che il Catania quando sono arrivato rischiava il fallimento. Abbiamo percorso tanta strada: se noi superiamo luglio e agosto, saremo sopra quel mare che copriva le nostre teste. Questa è stata una squadra che avrebbe vinto in tutti gli altri gironi, che si può vantare di avere il miglior pubblico dell’intero campionato. La partita contro il Siena da un lato fa bene al cuore, perché c’era tanta gente e non ho mai avuto dubbio su questo, ma da un altro no, per lo stesso motivo. Dopo tutto questo: come si può parlare di campionato fallimentare? Noi ci abbiamo creduto, siamo andati contro tutti, anche contro gli arbitri, e siamo anche riusciti a ribaltare il risultato d’andata della gara con il Siena: quella notte l’abbiamo vissuta come un dramma. La colpa è nostra se non abbiamo vinto il campionato, ma non posso dire ai miei calciatori che non si sono comportati bene: nessuno ha detto che sia colpa dei giornalisti. ”

SU LUCARELLI – “Meriti e demeriti? Chi fa l’allenatore è consapevole che può essere o meno esonerato. Riconfermare un tecnico che agli occhi di tutti non è riuscito a centrare l’obiettivo mi sembra una decisione poco felice: gli auguro il meglio perché non ho nulla da criticare, critiche che ci sono state chiuse in una stanza e che mi sembra poco carino far uscire. Le scelte della gara con il Siena? L’allenatore “del giorno dopo” è il lavoro più semplice del mondo. Caccavallo che si è “raccomandato”? Non è assolutamente vero: io non impongo, io vigilo. Ma Lucarelli non intendeva dire che Caccavallo si sia raccomandato a me e che io lo abbia imposto all’allenatore. La mediana? Io conosco il problema del Catania: vi faccio un esempio. Se io ho una miniera d’oro a centrocampo, uno che produce gioco a mai finire, e ad un certo punto io prendo la miniera e la sposto dal centro alla periferia per coprire i problemi, che succede? La miniera deve stare al centro: poi la proteggo di conseguenza.”