#aBBiamounsogno

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Pubblicato: 12:41 - 19 luglio, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Quanto costa sognare? Si può sognare? Bisogna sognare: farlo insieme, tenendoci per mano. Sperare, immaginare: visualizzando distese verdi segnate di bianco e sorvegliate da due porte, ferro e rete tessuta dal cuore. Altri campi, altre dimensioni: abbandonare il sentiero di pietre e argilla, le sabbie mobili infernali che hanno risucchiato il Catania nel regno dei dannati. Possiamo farlo? Dobbiamo farlo.

Ne abbiamo il diritto, il dovere: lo dobbiamo a chi c’è sempre stato, a chi non ha mai mollato. A chi ci ha messo l’anima per quei colori, il rosso e l’azzurro, esplosi nel cielo del Massimino appena un mese fa, in una sinfonia di luminarie che faceva da contorno all’impresa sfiorata, base essenziale per la costruzione del futuro. Lo dobbiamo, anzi, ce lo deve il destino: per le false partenze, le trasferte infinite, per le sfide di Melfi e Rieti, per le sedie in plastica vicino alle panchine. Per la sconfitta storica all’Esseneto e quella di Monopoli: ma anche per averci sperato, sempre. Soprattutto nella scorsa stagione, toccando solo con il pensiero il sogno più bello, mancato per una questione di centimetri. E’ il calcio: motore di emozioni incontrollate. Ragioniamo, sì: attendiamo e prendiamo ciò che verrà per come verrà, perché non si sa mai. Ma sogniamo: uno stadio pieno, le urla dei guerrieri, ad un passo dal paradiso, ad un passo da “casa”.

Con pazienza e prudenza: alimentiamoci del furore del mistero, quello che ha catapultato il Catania in una categoria non sua, senza un filo di luce, un barlume di giustizia che potesse definire vittime e colpevoli. Guardiamo oltre. Il calcio ripaga sempre: Catania spera, noi #aBBiamounsogno.