Il sogno, l’attesa snervante e i dubbi: i dodici giorni di Catania, FIGC e Lega B

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Pubblicato: 14:06 - 12 agosto, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Sono stati dodici giorni frenetici, intensi, pazzi, quelli che hanno visto il Catania passare dalla speranza al sogno realizzato, dai progetti rivolti al futuro all’attesa snervante dell’ufficialità di una Serie B che, attualmente, non ha né un format ben definito, né regole. Cerchiamo di riepilogare, insieme e passo dopo passo, le tappe che hanno portato e porteranno tutti, lunedì, ad aggiornare, presumibilmente in maniera frenetica, la homepage del sito della FIGC.

DALLA SPERANZA AL SOGNO REALIZZATO – L’amichevole contro l’Aci Sant’Antonio a Torre del Grifo, le prime sensazioni negative e la gioia finale, arrivata al triplice fischio dell’allenamento congiunto: l’1 agosto la CAF dà ragione alla sentenza del TFN sul caso Novara riammettendo virtualmente i piemontesi e, di conseguenza, il Catania in Serie B. Da quel momento la festa “irrazionale” tra le piazze della città, alla quale segue quella “razionale”, pur senza ufficialità, al Massimino, il giorno dopo.

DUBBI E ATTESA SNERVANTE – Con il calcio italiano, però, non ci si può permettere di stare tranquilli, soprattutto in assenza di ufficialità: il 3 agosto la Lega B fa slittare l’inizio dei calendari sine die in mancanza della “ventesima squadra necessaria per completare gli organici del prossimo campionato”, dichiarando senza troppi giri di parole la volontà  di modificare il format della Serie B da 22 a 20 club, possibilità  che va contro le norme organizzative interne, ma prevista dall’accordo con Perform (DAZN, che ha acquistato il pacchetto per 22, 21 o 20 società  partecipanti, con riduzione ammessa anche a campionato in corso). La reazione della Federazione è pronta e veemente: “La Federazione Italiana Giuoco Calcio, in relazione al Comunicato Stampa diramato oggi dalla Lega B, rende noto che ha più volte rappresentato alla medesima Lega come le disposizioni federali non consentono il mutamento del format del campionato da 22 a 20 squadre dalla corrente stagione sportiva. La modifica del format può entrare in vigore, infatti, dalla seconda stagione sportiva successiva alla sua adozione”. Questa, l’ultima comunicazione ufficiale del commissario straordinario Fabbricini. Intanto, l’Avellino viene definitivamente escluso dalla B.

TERREMOTO – La FIGC si siede e osserva: la Cadetteria si compatta e fa la voce grossa. La Gazzetta dello Sport fa tremare la terra: “Serie B a 19 squadre”. E si scatena l’inferno. La Ternana, che ricorre al Collegio di Garanzia del Coni contro il giudizio della CAF, prenota una sala all’hotel Hotel Crowne Plaza di Roma per una conferenza congiunta dei club che ambiscono al ripescaggio: le fere si ritirano, lo stesso fanno Novara, Pro Vercelli e Siena. A parlare, venerdì, va solo il Catania: non le manda a dire il direttore Pietro Lo Monaco, mostrando gli attributi. Sarà guerra contro tutto e tutti, se non verranno rispettate le regole e, al contrario, se verrà seguito il pensiero della “mente arguta” che sta dietro le quinte. La FIGC rimane in silenzio: parla la Lega B, fissando i calendari a lunedì. Dopo il gancio destro, arriva quello mancino: dal Coni sospendono l’esecutività  della sentenza della Corte d’Appello Federale sul caso Novara, rinviando il giudizio al prossimo 7 settembre. In sostanza alla seconda giornata di un campionato che rischia di partire sub judice. Il cavillo? Non la modifica del format, quanto una riduzione che rientra nell’organizzazione sportiva dei campionati: cavillo che con forza si tiene stretta la Lega B anche contro le invettive del presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina. E in questo ambito le protagoniste sono le leghe, specialmente se la Federazione rimane in silenzio. Questa la situazione finora: tutto in dodici giorni, senza ancora una fine che, a questo punto, può essere inaspettata, sorprendente, o forse tremendamente malvagia.