Lunedì: 19, 22 e 24 sulla “ruota” di Roma e Milano

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Pubblicato: 14:46 - 12 agosto, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Dalla “lotteria dei rigori” della semifinale Playoff a quella metaforica e ironica del destino: il Catania con un biglietto in mano davanti alla TV. Volge lo sguardo verso Roma, ai palazzi della FIGC di via Allegri e a quelli milanesi della Lega B, teatro dei calendari di un campionato “con organico previsto a 19 squadre”. Ecco, il 19: poi il 22 e il 24, rispettivamente “a risata”, “o pazzo” e “e guardie”, nella smorfia. Numeri che firmano in maniera beffarda e indelebile un’estate folle, tra festa, imprevedibilità e “menti argute”.

Irrazionali sono stati, senza dubbio, gli ultimi dodici giorni: li abbiamo riepilogati in un pezzo che vi “linkiamo” qui. Il mondo capovolto da quel 2 agosto, dalla festa al Massimino. Cos’è cambiato? Si è palesato senz’altro lo scontro tra Lega B e FIGC: ma siamo sicuri sia vero scontro? In un primo momento lo sembrava: il silenzio della Federazione solleva più di un dubbio. Primo perché una Serie B a 19 squadre porterebbe dritti dritti al commissariamento della Lega B, e quindi ad un punto di non ritorno che obbligherebbe il mondo calcistico italiano ad un radicale e celere cambiamento (con annesse elezioni del nuovo presidente della FIGC), secondo perché verrebbe confermata la presenza di quella “mente arguta” che sta dietro il piano che prevede una competizione ridotta. A 19, appunto: “a risata” della smorfia, quella dei potenti, con 13-15 milioni che ballano sul tavolo delle prossime partecipanti in caso di riduzione del format.

Cifre da acquolina in bocca, come quelle versate da Perform (DAZN) per l’acquisto del pacchetto: quasi 90 milioni di euro in tre anni, 22 milioni a stagione per una competizione a 22, 21 o 20 squadre. Non a 19, però: e qui si attua quel “notevolmente peggiorativo” (inteso come ulteriore riduzione sotto la soglia dei 20 club) precisato tra gli obblighi della LNPB nel bando per i diritti audiovisivi. Ma che succede se si scende sotto la soglia? Che la Lega B “deve ottenere il preventivo assenso scritto dei licenziatari di pacchetti esclusivi di diritti primari per il territorio”: e se questo assenso c’è stato? In quel caso a DAZN non darà fastidio.

Rimane comunque da spiegare il cavillo cercato e trovato dalle società del campionato cadetto per bloccare i ripescaggi: non la modifica del format, che non può essere attuata come prevista dalle NOIF, quanto una decisione presa nell’organizzazione sportiva dei campionati. Ma perché la FIGC non parla? Dalla Federazione trapelano solo voci di una Serie B ferma a 22 squadre: “o pazzo” che sta in silenzio, osserva e poi decide. Dovrà decidere qualcosa, il commissario straordinario Fabbricini, in un senso o nell’altro: mentre qualcuno dalle stanze dei bottoni, quelle politiche, alza la voce. Il vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, fa appello “all’autorevolezza e all’equilibrio” di Giovanni Malagò, presidente del Coni, il cui Collegio di Garanzia, intanto, sospende l’efficacia del giudizio della CAF sul Novara e rinvia la decisione sul ricorso di Ternana, Siena e Pro Vercelli al 7 settembre.

Le strade sono due: se il silenzio della FIGC continuerà fino alle 19 di lunedì, la composizione del calendario di Serie B suonerà come un gong, o quasi. Ipotesi scongiurabile con il blocco dei campionati fino alla decisione del CONI sulla sentenza della CAF, ovvero fino ai primi giorni di settembre. Ma sarà possibile aspettare fino a quel momento? Se sarà Serie B a 22 squadre, in ogni caso, si dovrà attendere il giudizio del Collegio di Garanzia: e se quest’ultimo dovesse accogliere il ricorso del “fronte anti-Novara”, il disegno malvagio e machiavellico sarà compiuto, senza possibilità di equivoco. O forse, vista la sospensione dell’esecutività della decisione della CAF (che quindi riporta i parametri a quelli prestabiliti, escludendo le società penalizzate per illeciti amministrativi), e in caso di posizione ferma della Federazione, i calendari di lunedì avranno come protagoniste anche Ternana, Pro Vercelli e Siena. Oppure la FIGC, con il CONI sollecitato dal mondo politico (quello vero e non rappresentato da “menti argute”), sbroglierà la matassa decretando una Serie B a 24, “le guardie” della smorfia, pronte a dare ordine ad una situazione che di ordine sembra proprio non volerne sapere.