Segnali positivi e strade da tracciare: cosa consegna la partita con la Reggina

By
Pubblicato: 22:23 - 7 settembre, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Il Catania pareggia contro la Reggina al Massimino e si distrae da una giornata che ha alternato momenti d’attesa a momenti d’appresione rivolti a Roma. E’ un’amichevole e come tale deve essere analizzata, anche nella prestazione degli interpreti chiamati in causa: questi gli spunti di riflessione che ci consegna la gara tra i rossazzurri e i calabresi.

Partiamo dai segnali positivi: le prove di alcuni neo-rossazzurri. Andrea Esposito, ad esempio, ha preso le misure a Silvestri cucendosi addosso l’abito di perfetto compagno di reparto, bloccando qualsiasi tentativo di sfondamento centrale degli elementi offensivi della formazione di Cevoli, fino alla sostituzione, avvenuta al termine della prima frazione. Bisognerebbe vederlo in campo a ritmi elevati per farsi un’idea chiara e avere maggiori garanzie di affidabilità, ma per quello ci sarà modo. Ribadisce le buone premesse del test match contro la Vibonese Joeal Baraye, capace di mettersi in proprio e gestire da solo le mansioni di ogni sezione della fascia a sinistra. In mezzo al campo le note liete suonano ancora una volta la sinfonia delle idee di Lodi, protagonista di un “salto armonico” dal dischetto, mentre bollicine di volontà nascono dalla corsa di Manneh e dai piedi di Angiulli, entrambi schierati per metà gara.

“Brevetto” da prima punta rimandato a data da destinarsi per Fran Brodic, “mangiato” dal duo Redolfi-Solini e mai pericoloso: solletica l’appetito, invece, Luigi Scaglia, messo in campo prima da laterale difensivo di sinistra, mostrando qualche difficoltà sia in fase di spinta che di copertura, e poi nei due di centrocampo quando, però, le gambe erano troppo stanche da inficiarne il rendimento e la prestazione in chiave creativa. Non mancherà il tempo per tracciare sentieri ben definiti: ma ad una settimana (prevista) dall’inizio dei campionati, spunti come questi diventano messaggi importanti.