Editoriale: esperienza e gioventù, grinta e fantasia. Il 3-0 è servito

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Pubblicato: 20:46 - 6 ottobre, 2018


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Massimo risultato con il minimo sforzo per il Catania che si impone sulla Vibonese dimostrando di saper soffrire ma anche di poter fare male ogni volta che decide di accelerare. Un risultato forse un po’ bugiardo perchè gli ospiti non meritavano un passivo così netto, ma l’inizio di stagione degli etnei sta evidenziando consapevolezza e maturità nella gestione della partita e degli strascichi estivi.

Due partite e due vittorie, con una controtendenza però rispetto a Rende, perchè al Massimino si è visto un Catania in crescita con il passare dei minuti, cinico ed in fiducia, bravo a sfruttare gli spazi concessi dalla squadra di Orlandi.

Tatticamente, nonostante le assenze, Sottil ha deciso di non abdicare al 4-2-3-1 decidendo di sostituire l’infortunato Barisic con Scaglia e di puntare in difesa sull’esuberanza di Baraye. Una decisione un po’ conservativa, improntata alla ricerca dell’equilibrio sulla corsia di destra per sguinzagliare la vivacità del tandem Baraye-Manneh sul versante opposto. In effetti nel primo tempo la manovra non è stata così fluida come lo stesso mister probabilmente prevedeva, ma nella ripresa i meccanismi sono apparsi più oleati con un’aggressione degli spazi più razionale e convinta. Il passaggio al 3-5-2 poi non ha causato ripercussioni, anzi. Lodi ha caracollato con la solita esperienza fra centrocampo e trequarti, Baraye e Calapai hanno sostenuto l’azione e la difesa non ha concesso nulla. Le prove continuano con la ricerca della perfezione che di certo non si può pretendere ad ottobre.

Infine il capitolo attacco. Alla fine Sottil ha preferito puntare sulla classica staffetta all’italiana, con Marotta nel primo tempo e Curiale nella ripresa; beh la sensazione è che pochissime squadre in questa categoria abbiano la possibilità di puntare su un arsenale offensivo di questo livello. Il numero nove ha letteralmente fatto reparto da solo, dimostrando di essere il classico giocatore grintoso, generoso, ma anche tecnico e fantasioso. Curiale lo conosciamo e se il capocannoniere della scorsa stagione è l’arma da mettere a partita in corso, allora vuol dire che il mal di testa per le difese avversarie è assicurato. Tutto perfetto, o quasi, ma la strada intrapresa è quella giusta con giocatori esperti e determinati, e giovani pronti a spiccare il volo.