“La maledizione”: Fontana “spauracchio” del Catania, ma nel 2016…

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Pubblicato: 17:24 - 10 ottobre, 2018


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Possesso palla, geometrie e intelligenza: “mente” in campo e in panchina. Gaetano Fontana è questo: lo è stato da calciatore e lavora ogni giorno per diventare un punto di riferimento anche da allenatore. Ciò che la sua carriera non racconta in maniera evidente però (ed è ciò che riguarda da vicino il mondo rossazzurro) è l’essere stato un vero e proprio “spauracchio” per il Catania. O almeno sul rettangolo verde.

I numeri non mentono mica e nel calcio, che non è mai una scienza esatta, anche gli aspetti meno rilevanti possono trasformarsi in ostacoli da superare e verso i quali prendere contromisure: le “maledizioni”, o le “bestie nere”, insomma, esistono. E Fontana da calciatore ha sempre fatto male al Catania: tant’è che su sette gara giocate con le maglie di Fiorentina e Ascoli contro il club etneo non ha mai perso, conquistando due vittorie e cinque pareggi, siglando due gol, entrambi al Massimino. Il primo nella stagione 2002/03, il secondo in quella successiva, determinanti per i pareggi (per 1-1) finali.

Da allenatore la storia cambia: o meglio, non è possibile stabilire con certezza se Fontana possa essere o meno definito ancora uno “spauracchio”, visto che i precedenti da quando siede in panchina sono solo due. Ciò che è certo è che uno di questi fa ancora male. A dicembre del 2016 il Catania di Pino Rigoli si presentò al Menti di Castellammare di Stabia per rilanciarsi in un campionato fino a quel momento non esaltante: dopo un tempo il risultato segnava il 3-0 delle Vespe. La gara finì con un netto 4-0 e l’espulsione, tra i rossazzurri, di Gil e Nava. All’andata, però, andò diversamente: ed è questo che fa ben sperare. All’esordio stagionale al Massimino il Catania si impose in rimonta per 3-1 grazie alle reti di Calil, Paolucci e Di Cecco. Un’altra squadra, un’altra storia: il presente guarda al futuro e ad un gruppo, quello di Sottil, che vuole andare avanti superando tutto, persino le “maledizioni”.