Editoriale: mio capitano! Tre punti, ma che fatica

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Pubblicato: 22:50 - 7 novembre, 2018


Massimo risultato con il minimo sforzo? Macché! Il Catania conquista tre punti pesantissimi contro un ottimo Siracusa al termine di una gara che ha evidenziato ancora una volta i limiti e – allo stesso tempo – le qualità di una squadra, quella rossazzurra appunto, capace di fare e disfare la tela alla pari della miglior Penelope di “omeriana” memoria. Alla fine, la formazione di Sottil porta via i tre punti davanti al proprio pubblico più con l’esperienza e la furbizia dei singoli – Lodi e il capitano Marco Biagianti su tutti – che non con una vera e propria idea di gioco, al netto di alcuni sprazzi sparsi nei novanta minuti, alimentando la disputa tra i cosiddetti esteti, affezionati alle giocate di prima e ai tocchi di fino, e i materialisti, per i quali l’importante è esclusivamente il risultato finale, che sorride al Catania per la quarta volta consecutiva tra le mura amiche.

 Si torna a “quattro” – Andrea Sottil cambia l’assetto tattico della sua formazione rispetto alla gara di Potenza: 4-2-3-1 anomalo per i rossazzurri, con la linea a quattro davanti a Pisseri, con Aya e Silvestri centrali e Calapai e Ciancio sugli esterni. Biagianti e Bucolo in mediana, Lodi sulla trequarti con Marotta di punta e Curiale e Scaglia larghi. Catania che prova a spingere sull’acceleratore fin dalle prime battute grazie alle sortite offensive dei due terzini, bravi a spingere con costanza e pericolosità contro una difesa del Siracusa comunque attenta, nonostante la palla gol capitata ad Aya alla metà del primo tempo. Con il passare dei minuti però la formazione di Pazienza prende campo, fino alla clamorosa occasione sciupata da Vazquez su “suicidio” tecnico di Ciancio, che regala la sfera agli aretusei con un incomprensibile passaggio in orizzontale che spiana la strada a Catania e compagni. Conscio delle difficoltà nel trovare giocatori tra le linee, Sottil decide di arretrare Lodi sulla linea della mediana, lasciando al trio Marotta – Curiale – Scaglia il compito di creare grattacapi alla retroguardia del Siracusa. La mossa tattica però non porta gli effetti sperati ed anzi è ancora una volta la formazione ospite a rendersi pericolosa, con il colpo di testa di Vazquez che per poco non sorprende Pisseri.

 Avvio col botto – Nella ripresa il Catania si riposiziona con la difesa a tre con Ciancio “terzo” accanto ad Aya ed Esposito, Curiale e Marotta davanti e Lodi alle spalle. Passano appena quaranta secondi e i rossazzurri passano in vantaggio grazie al destro a incrociare di Marotta, imbeccato alla perfezione da Lodi al limite dell’area. La rete del centravanti ex Siena non serve però a rianimare pubblico e squadra, permettendo alla formazione di Pazienza di riprendere campo fino al pareggio siglato da Catania a venti minuti dalla fine che fa ripiombare il gelo sul Massimino. I rossazzurri però tornano a spingere e al termine di una bella azione manovrata sulla sinistra, il direttore di gara assegna un calcio di rigore agli etnei per il fallo subito da Calapai. Dal dischetto, ovviamente, Francesco Lodi, che però si fa respingere il sinistro da Messina che è bravo a buttarsi sulla sua sinistra. Nel finale l’esperienza dello stesso “dieci” rossazzurro, in compartecipazione con capitan Biagianti, permette agli etnei di portare a casa il bottino pieno grazie a un’autentica furbata su calcio d’angolo, indirizzando l’esito di una gara che il Siracusa non riesce più a riprendere, complice anche la stanchezza e la “doccia fredda” dovuta alla rete-beffa del capitano etneo.

 Tre punti, evviva i singoli – Si, perchè in fondo la gara contro il Siracusa ha sottolineato come uomini di grande esperienza come Lodi e Biagianti possano determinare nel bene e nel male le sorti della squadra. “Ciccio” ha sbagliato un rigore, è vero – non gli capitava proprio dalla trasferta aretusea dello scorso campionato – ma ha fornito due assist al bacio a Marotta e a Biagianti, intuizioni che hanno permesso ai rossazzurri di conquistare tre punti fondamentali in ottica classifica, ma che cozzano con un’idea di gioco ancora latente e che, alla lunga, potrebbe creare non pochi grattacapi a un Catania che, per andare in serie B, dovrà certamente fare di più.