A gennaio si può: i meriti di Argurio e Lo Monaco

A gennaio si può: i meriti di Argurio e Lo Monaco
Antonio Torrisi

Il mercato? Sacrificio, studio, rischio calcolato: ogni tanto bisogna vederlo così, e non solo come asettica possibilità di rinforzare la rosa, tra nomi e possibilità. Qualunque sia l’esito destinato alla stagione rossazzurra, quello di gennaio sarà ricordato come il mercato di Christian Argurio (e ovviamente del Catania e del placet di Lo Monaco).

Questione di stile: ognuno ha il suo, ma non si può dire che l’esperienza alla Juventus non abbia lasciato un segno sull’attuale “modo d’essere” del ds rossazzurro. Dite che paragonare Fabio Paratici ad Argurio sia esagerato? Intuizioni simili, stessa mentalità, ma categorie differenti: usiamo le pinze, sia chiaro. Il gap tra i due campionati farebbe storcere il naso a chiunque: per questo motivo, contestualizziamo il discorso. Chiaro anche sia in un caso che nell’altro bisogna considerare l’avallo del “direttore”: Marotta, prima di andare all’Inter, come Lo Monaco. Ma anche se non si può vivere di ricordi, Petkovic, Tupta e Bogdan, oltre alle diverse sessioni di mercato passate, bastano a pesare il valore di Argurio, per adesso in Serie C. In futuro, chissà.

Tornando al presente, il mercato di gennaio è uno dei più “paraticiani” degli ultimi anni: il Catania aveva bisogno di mettere ordine al caos tra Serie B e C, sfociato in una costruzione della squadra “a metà” e in un campionato dal canovaccio inaspettato. Juve Stabia compresa. Serviva di un esterno? E’ stato preso Vincenzo Sarno, Top di categoria. Serviva qualcuno a centrocampo? Preso Giuseppe Carriero e chiuso anche Antonio Palumbo, prima del dietrofront di quest’ultimo. E Di Piazza? Un affare bifronte: utile in avanti, per garantire potenza di fuoco, e colpo diretto alla concorrenza, soffiandolo al Catanzaro. Tutti affari firmati da Argurio, chiaramente, con l’ok di Pietro Lo Monaco. E adesso la palla passa ad Andrea Sottil: perché ai nomi bisogna legare le prestazioni e la resa, anche del gruppo. Per adesso il Catania ha fatto ciò che doveva fare. In meno di trentuno giorni, e c’è ancora tempo: ma il voto si darà alla fine, e arriverà esclusivamente dal campo.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.