“All’attacco” del riscatto

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Pubblicato: 10:48 - 20 Luglio, 2016


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Il ballo delle punte: salti doppi e piroette di metà estate, in attesa di un mercato in via di definizione. Questa l’attuale situazione dell’attacco del Catania, tra incognite da analizzare di fronte ad un drink, e le sorprese che può riservare la gestione Rigoli, consci della possibilità di rimediare nella sessione invernale.

La speranza, mista a qualche certezza, è quella di non dover correre ai ripari a gennaio, dato il potenziale a disposizione del tecnico rossazzurro: “contiamo” insieme. “Una maglia per tre” non è il remake parodiato di “Una poltrona per due”, ma poco manca: Calil, Paolucci e Anastasi, amici-nemici per una maglia da titolare, dovranno convincere allenatore e piazza (con il primo che parte favorito). Ad attenderli ci sarà una situazione da “ora o quasi-mai più” dopo la scorsa stagione, sotto alcuni punti di vista deludente per tutti (15 i gol complessivi). Tatticamente parlando, troveranno un gioco che può esaltarli, liberandoli spesso al tiro: ed è qui che veniamo alle ali del progetto targato 4-3-3 di Rigoli. Russotto e Barisic titolari, con il primo che, come già visto nei primi giorni di allenamento, può occupare il ruolo inedito di mezzala, invertendosi con Di Grazia, tanto che si può quasi parlare di un nuovo giocatore: metà uno, metà l’altro. Una catena, quella a sinistra, che trasforma il modulo in un 4-2-3-1, con il brasiliano avanti che può agire come meglio può: salvo sfondare la rete.

Al di là del possibile colpo Piscitella, a destra, Barisic può risolvere una volta per tutte il dilemma di “oggetto misterioso” che da anni lo accompagna, sia fisicamente che in termini di prestazioni. Da punta non ha reso, eppure il fisico dice altro: sull’esterno può esprimersi al meglio, come già fatto nella Primavera del Milan. Giorni frenetici saranno quelli di Rossetti che, dal canto suo, in ritiro sta creando non pochi dubbi a Rigoli: tenerlo o no? Lo Monaco è stato chiaro: una coppia per ruolo, ma il mercato non è mica finito qui. Se verrà ceduto, sarà in prestito, così da far uscire quella personalità che, forse, è l’unica pecca di un giovane il cui talento è sotto gli occhi di tutti. E poi ci sono le altre uscite: Calderini e Falcone già spiritualmente “out”, fuori dalle convocazioni del pre-campionato, completano il pacchetto (senza contare possibili sorprese) delineandone i confini. Non più “teste calde”, ma scommesse che vogliono rimettersi in gioco e “rilanciarsi”. Dice niente l’ultima parola? E’ la nuova “filosofia” progettuale del Catania, e non è un caso.