Analisi tattica: “Li abbiamo aspettati bassi”, parlano Lodi e Mazzarani

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Pubblicato: 15:35 - 24 Aprile, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

“Abbiamo impostato la partita aspettando il Trapani un po’ più bassi. […] Avevano il pallino del gioco in mano, ma tu sei il Catania e devi dare un’impronta importante alla gara”, parla Lodi. “Rispetto alle altre uscite che abbiamo giocato abbiamo cambiato modo di andarli a prendere: li abbiamo aspettati e gli abbiamo lasciato il pallino in mano. Secondo me noi non dovevamo cambiare sotto quest’aspetto: dovevamo andare prenderli alti come abbiamo fatto all’inizio del secondo tempo e in altre partite”, parla Mazzarani. Stesso concetto ripetuto anche da capitan Biagianti: ma perché impostarla così?

“Abbiamo regalato un tempo”, afferma mister Lucarelli, ma un conto è l’atteggiamento casuale dovuto all’imprevedibilità della partita, un altro è il progetto di gara improntato sull’attesa dell’avversario. Un po’ perché, come detto da Mazzarani, il Catania non ha le caratteristiche per rincorrere, ma al contrario per fare gioco, un po’ perché in partite così decisive diventa un rischio: le poche palle gol concesse nella prima frazione non possono essere un palliativo se si considerano i tiri nello specchio di Furlan, zero. Poi l’intervallo, la svolta e la trasformazione: o meglio, il ritorno al solito atteggiamento da squadra che cerca di prendersi i tre punti, fermata solo da un portiere in serata di grazia. Bisogna ripartire da questo perché non ha senso distruggere tutto: c’è un altro mini-campionato da affrontare, ma nelle gare che contano, quelle andata e ritorno, non si può regalare nulla: né un tempo, né il pallino del gioco.

Anche il classico cambio del settantesimo, con il centrocampo a due, ha offerto sì maggiore profondità, ma consegnato al tempo stesso la mediana ai ragazzi di Calori. Ma sta tutto nelle parole di Mazzarani citate prima: “Abbiamo cambiato il nostro atteggiamento tattico e ci siamo allungati: noi non abbiamo queste caratteristiche di squadra che corre in maniera forsennata. Siamo abituati a tenere il pallino del gioco in mano. Ma al di là di questa partita ci dobbiamo ricompattare perché vogliamo andare in Serie B.”