Aspetto psicologico fondamentale contro una Feralpisalò sulle ali dell’entusiasmo

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Pubblicato: 18:57 - 27 Maggio, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Partiamo da una data e dal minuto fisso sul cronometro del Lino Turina: al 76′ del 20 maggio (circa le 22 sugli orologi dei presenti) l’Alessandria testa di serie è in vantaggio per 0-3 e la stagione della Feralpisalò è già finita. Lascia dietro sé le vittorie contro Pordenone e AlbinoLeffe e una stagione “folle”: ma con i Grigi che si può fare? Sono un avversario temibile: sarà per il prossimo anno. Staiti e Ferretti si oppongono in cinque minuti: la partita finisce 2-3, al ritorno i Leoni del Garda vincono 1-3 e passano il turno.

Perché questa premessa? Semplice: guai, ma guai seri, a sottovalutare la Feralpi. Soprattutto “questa” Feralpi, sulle ali dell’entusiasmo. Per il Catania diventa necessario trovare il giusto equilibrio “mentale”: non dare per scontato nulla, giocare fino all’ultimo dei tre fischi del direttore di gara. Lo ha detto, senza troppi giri di parole, anche il direttore rossazzurro Pietro Lo Monaco, ai nostri microfoni: “Sarà un avversario scomodissimo, insieme al Cosenza il peggiore che ci potesse capitare perché non si elimina in quel modo l’Alessandria se non si ha una forza notevole in condizione fisica e mentale. […] Perdere in casa in quel modo e ribaltare tutto non è cosa da poco”. Sul piano dei valori tecnici lo sanno tutti, non c’è storia: il calcio non si gioca con le semplici figurine, però. C’è ben altro da dimostrare: i Mental Coach, in questo senso, possono essere determinanti. Bisogna essere “anticonformisti”, andare contro la storia di questa stagione: la statistica la conoscete, il Catania è riuscito a ribaltare solo in un’occasione la situazione di svantaggio (contro la Paganese nella sfida vinta per 2-5). Poi ha sempre sofferto: ecco, nei Playoff, che sono un terno al lotto, può capitare di entrare in difficoltà, proprio perché come detto prima il calcio non è una scienza esatta.

Saper reagire diventa fondamentale quanto saper tenere alta l’attenzione dal primo all’ultimo istante: in casa come in trasferta. Servirà il Catania in formato “martello pneumatico” visto più volte in campionato, per intenderci. Ma soprattutto: bisognerà “visualizzare”. E’ un concetto chiave del lavoro dei Mental Coach: visualizzare le possibilità, le occasioni, le circostanze. Anche ciò che può arrivare a metà giugno: ma per quello ci sarà tempo.