Attaccanti: servono gol e…valeriana

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Pubblicato: 18:00 - 10 Aprile, 2019


“Cerco di trovare la mia identità senza chiedere aiuto, ma sono lontano…”, cominciava così un vecchio successo datato ormai 2004, cantato da Luca Dirisio, “Calma e sangue freddo”.

E sono proprio la calma e il sangue freddo che sembrano mancare in questo momento ai tre terminali offensivi più o meno puri in forza al Catania: Marotta, Curiale, Di Piazza. Stati d’animo, percorsi diversi in questa stagione, ma per adesso accomunati da un sentimento, o meglio dalla mancanza di calma. E se lo diceva anche il buon Dirisio, che serve il sangue freddo, figuriamoci quanto ne avrebbe bisogno chi della freddezza ne fa un lavoro, uno State of Mind.

Alessandro Marotta: partiamo da lui. L’ex Siena non sta vivendo il momento più roseo e soprattutto sereno da quando veste il rossazzurro. Solo due gol nel nuovo anno e un rapporto con le sostituzioni a partita in corso da risanare: nervosismo plateale al momento di uscire nella partita contro la Reggina, qualche smorfia tre giorni dopo contro la Viterbese. Mugugni e fastidi al termine di prestazioni non memorabili…ok l’essere “diablo”, ma il forcone bisognerebbe utilizzarlo solo con gli avversari. Con spirito di sacrificio e voglia di dimostrare ancora può tornare ad essere decisivo, come dimostra il fatto che se lui segna, il Catania vince.

Compagno di reparto nelle ultime uscite fino a mercoledì scorso di Marotta è stato Matteo Di Piazza. Il numero 32 è per la verità il più prolifico in termini realizzativi del 2019, avendo segnato 4 gol che si sono tradotti in 6 punti netti. Escluso dal 1′ contro il Bisceglie, entrato nella ripresa ed autore del momentaneo pareggio, è andato ad esultare in maniera “polemica” all’indirizzo di Novellino, tanto per utilizzare un’iperbole. Insomma una reazione probabilmente esagerata, anche per i motivi elencati ieri a Catanista News dall’ex bomber Stefan Schwoch (che potete rileggere qui). Del resto se ha vinto campionati con Foggia e Lecce, ed è vero che non c’è due senza tre, può fare ancora di più per portarsi a casa un’altra “B”.

E chiudiamo con un attaccante che per la verità non sembra sereno da circa inizio stagione, trattasi di Davis Curiale. Solo 4 gol fatti in campionato e tante, forse troppe, occasioni non sfruttate. Se poi capita che il nuovo allenatore lo butta nella mischia in una partita che ha ormai raccontato tutto, il 3-0 subito a Reggio, e lui reagisce con un buffetto ad una provocazione beccandosi due giornate di squalifica…
Il campionato non è ancora terminato, Curiale può ancora rendersi decisivo nelle ultime quattro giornate e ai playoff, ma è chiaro che le possibilità non sono infinite: ora o (forse) mai più. Come detto tante volte, c’è bisogno di lui.

La cura per questi “malesseri”? Magari della rilassante valeriana, ma soprattutto i gol: medicina universale e capace di risolvere anche i più intricati dei problemi. Il medico non sembra poter essere che Walter Novellino: la ricetta è lì pronta, potrebbe bastare prenderla con volontà. E con coesione.