Avv. Mangiameli (curatrice fallimentare) a Catanista: “Ecco cosa può accadere il 25 maggio”

Avv. Mangiameli (curatrice fallimentare) a Catanista: “Ecco cosa può accadere il 25 maggio”

Intervenuta nel corso della puntata speciale di Catanista il Talk andata in onda ieri, l’avvocato curatrice fallimentare, Gabriella Mangiameli, ha spiegato in maniera precisa cosa potrebbe accadere il 25 maggio prossimo.

IL QUADRO DELLA SITUAZIONE – “Il PM qui deposita una istanza di fallimento perché ravvisa diversi elementi, ovviamente tutti di segno negativo, nella gestione della società Calcio Catania. Trattandosi di una spa è ovvio che gli equilibri sono molto importanti, le dimensioni rilevanti, e quindi tutto, ogni azione di una spa, dovrebbe passare attraverso il Tribunale, una ricapitalizzazione, una vendita delle azioni, le azioni dei soci, ecc. E’ evidente che già dalla relazione della società di consulenza si evidenziano delle gravi irregolarità, irregolarità che iniziano addirittura nel 2014. C’è stato un picco di queste discese di capitale proprio nel 2015, anche se è stata attuata la cessione dei giocatori. A queste mancanze il Calcio Catania mai ha inteso provvedere con iniziative contemplatate nella legge fallimentare.”

NON E’ FINITA FINCHE’ NON E’ FINITA – “Questa è una istanza di fallimento, quindi: non è finita finché non è finita. Paradossalmente solo lo strumento dell’istanza di fallimento, in un organismo come quello che abbiamo in mano, avrebbe consentito la nomina degli amministratori previsti. Cioè: visto che la società è inerte, non assume iniziative e non dimostra di voler colmare delle mancanze gravi, perché non ha dato seguito alle delibere di aumento di capitale e via dicendo, l’unico strumento possibile in questo momento è l’istanza di fallimento che è strumentale alla nomina di un cda di provenienza del Tribunale.”

NEL DETTAGLIO – “Intanto parliamo degli scenari possibili. Chiamandosi istanza di fallimento, la chiusura di questa istanza chiede il fallimento ai sensi degli articoli 6 e 7 della legge fallimentare, cioè iniziativa del PM. Nel procedimento prefallimentare e fintantoché non sia dichiarato il fallimento, è prevista una serie di strumenti che sono a discrezionalità del giudice, in questo caso del Tribunale fallimentare. Ricordo che la Procura ha chieso l’emissione inaudita altera parte e invece il Tribunale ha fissato l’udienza, cioè ben poteva il Tribunale piuttosto che fissare l’udienza, prima dare i provvedimenti e poi fissare l’udienza, e invece ha fissato un’udienza per l’adozione dei provvedimenti, e quindi già c’è un’articolazione del procedimento. Detto questo: quel famoso comma 8 dell’art. 15 prevede il ricorso a strumenti che non è possibile elencare in via tassativa, perché la realtà supera sempre la fantasia. Non è che l’art. 15 ci dice tutto ciò che il Tribunale può fare: dice l’art. 15, il Tribunale può emettere provvedimenti cautelari e conservativi a tutela del patrimonio. Cosa vuol dire? Che in quelle due piccole frasi è racchiuso un mondo. E’ possibile, pertanto, che venga fatto un sequestro; che venga nominato un custode che amministri i beni sequestrati, ma il custode potrebbe essere dotato di più ampi poteri, perché potrebbe non avere soltanto poteri conservativi, ma anche di gestione ordinaria e straordinaria; in questo ambito il custode potrebbe essere affiancato da uno o più professinisti nominati quali amministratori giudiziari, perché il PM giustifica la sua azione per interessi pubblicistici perché già la spa sta operando extralimiti di legalità. Quando non ho più il capitale sociale, quando il capitale sociale va al di sotto di un quarto, che già sarebbe un allarme, è ovvio che in quel momento ci sono degli strumenti da adottare. Si chiamano “strumenti interinali” perché avrebbero una efficacia limitata, ma uguale non portata. Hanno una efficacia limitata nel tempo, ma una portata davvero ampia.”

L’ISTANZA PUO’ ESSERE RIGETTATA? – “E’ una istanza e come tale deve essere vagliata: è una domanda formulata da un organo dello Stato, che ne ha i poteri. Certo che può essere rigettata, ma mi permetto di dire che fino a quel momento è necessario che venga fatta qualcosa. Cosa? Intanto un ripristino dei minimi criteri di legalità. Non si opera senza capitale sociale o con il capitale sociale sceso al di sotto del minimo della legge. Poi esistono due iscrizioni molto importanti: una delibera di aumento di capitale che non è mai stata eseguita, del 17 gennaio, e una delibera di azzeramento di capitale e di ricostituzione dello stesso, sempre di gennaio, ma anche in questo caso non è stato dato seguito alla delibera, quindi…”

LA CESSIONE? – “Nel diritto civile è possibile tutto, salvo il limite dell’osservanza di legge. Detto questo, riferendoci a possibili acquirenti, è possibile fare una proposta. Io non sottoscriverei un preliminare non perché materialmente non possa farlo, ma in pendenza di un procedimento così, farei passare tutto al vaglio della Procura. Secondo me, ed è un’opinione personale, tutto passa attraverso quella famosa udienza del 25 maggio, perché se la Procura e il Tribunale fallimentare venissero a conoscenza di un’offerta di acquisto del Catania che rispetti tanti requisiti è evidente che anche questo può essere un elemento da vagliare. Ma deve essere vagliato come? Sicuramente deve essere nominata una terna di amministratori o anche solo un amministratore giudiziario. Cioè: in questo momento il Calcio Catania è come se fosse una società senza cariche. Noi abbiamo fissi tanti elementi, ma in questo momento questi elementi si evince che stiano operando al di sotto del limite della legge. Questa non è una condizione di scarsa importanza. Fatta la nomina, è probabile che possa essere tutto vagliato e investito il Tribunale di questa possibilità (riguardo la cessione, ndr.). Ripeto: tutto sta nel rispettare i limiti della legge. Tutto passa poi dagli amministratori nominati, che agiscono nel nome e per conto del soggetto posto ad istanza di fallimento, che è il Calcio Catania spa. Quindi vaglieranno la bontà delle offerte, le trattative le porteranno avanti loro: è un procedimento misto. Nomina pubblica, ma autonomia privata. E quindi poi dire al Tribunale il parere sull’offerta.”

SENSAZIONI – “Io non la vedo male, perché è stata offerta una possibilità: qui ancora non è finito niente. La nomina degli amministratori potrebbe essere uno strumento che però risolve questa crisi consolidata. Io ci credo. Credo alla possibilità che si possa salvare il Catania.”

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