Contro il Potenza, Rizzo ha spiegato a tutti il significato del termine “roccioso”

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Pubblicato: 11:01 - 24 Maggio, 2019


Antonio Torrisi

Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Al 78′ della sfida finora più importante della stagione del Catania, Giuseppe Rizzo si fionda sul pallone: i suoi compagni di squadra non riescono proprio ad alzare il baricentro e sulle seconde palle si fa troppa fatica. Gianluca Cristaldi, vice di Andrea Sottil, ha già cambiato volto alla sua squadra da 4-3-1-2 a 4-2-4, ma la stanchezza ha sfilacciato i reparti, e serve un’intuizione.

Fino ad allora, la stagione di Giuseppe Rizzo aveva regalato una sola “grande” prestazione: quella contro la Reggina, poco più di una settimana fa. Il resto lo ha speso in acciacchi e prove anonime. Al 78′ della gara contro il Potenza, si diceva, si fionda sul pallone: serve un’intuizione, a volte, per cambiare il destino di una partita. Uno slancio di cuore e di muscoli: scivola d’impulso, su una seconda palla e con due giocatori avversari pronti a soffiargli l’oggetto del desiderio fatto di cuoio e sudore. Toglie le castagne dal fuoco: ci vuole coraggio per fare un’entrata del genere, anche se in passato hai giocato in massima serie. A dieci minuti dalla fine ci vuole coraggio. E se entri in questo modo un pezzo di gol te lo sei meritato: Curiale raccoglie e la gira d’esterno a Di Piazza. Il resto della storia lo conoscete già.

In un gesto, Rizzo ha definito i contorni di un’altra ottima prestazione, nel periodo della stagione che, con ogni probabilità, gli aveva promesso meno: d’altra parte, nessuno può dirsi veramente sincero se afferma di non essere sorpreso dalle sue prove, dopo un campionato ricco di incognite legate al suo nome. Ma anche in questo caso ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio a correre 96 minuti con un peso del genere, con l’obiettivo fisso della puntuale smentita. Quella di Rizzo è arrivata: 55 palloni giocati con i compagni (23 nel primo tempo, 22 nel secondo tempo) e solo 7 passaggi sbagliati (6 nel primo tempo, 1 nel secondo). Un fallo commesso, ma anche 2 chiusure pulite nella ripresa. Alla voce dribbling subiti mette la firma sulla sua prestazione: zero. Come le possibilità di passarlo, mercoledì. Senza alcuna parola, ha spiegato il significato del termine “roccioso”. E in qualche modo ha risolto la partita.

GIUSEPPE RIZZO – CATANIA VS POTENZA:

MINUTI: 96

TIRI: 0

PALLE GIOCATE: 55 (23 PT, 22 ST)

PASSAGGI SBAGLIATI: 7 (6 PT, 1 ST)

FALLI COMMESSI: 1 (PT)

INSERIMENTI: 0

CHIUSURE: 2 (ST)

DRIBBLING SUBITI: 0