Davide Di Molfetta vuole conquistare Catania

Davide Di Molfetta vuole conquistare Catania
Antonio Torrisi

Quando Davide arriva a Milanello non sa ancora cosa sta per accadere. Tra il 2002 e il 2003 sulla panchina del Milan Carlo Ancelotti ebbe un’intuizione: disegna al centrocampo milanista la possibilità di far giocare insieme Pirlo, Seedorf, Gattuso e Rui Costa. Vincendo, in questo modo, quasi tutto. Ma di quello che sembrava un “cantiere”, Davide Di Molfetta, non sa ancora che sta per vedere l’inaugurazione.

A Milanello, dicevamo, Davide arriva all’età di sei anni: quando cioè tra i tuoi migliori amici figura anche un pallone. In tredici anni vedrà transitare da quelle parti diverse Champions League, il miglior Kakà, due Scudetti, Dinho e Ibra. Assisterà al cambiamento radicale del calcio italiano: e, di conseguenza, cambierà anche lui. “Difficile trovare in giro un calciatore con questa facilità di saltare l’uomo” (Filippo Inzaghi): il 2015 è un anno speciale. Ha fatto praticamente tutta la trafila delle giovanili e a quasi 19 anni è pronto al “battesimo” di chi cresce nella cantera di un grande club. Cristian Brocchi lo schiera titolare in 20 delle 26 partite del campionato Primavera: Davide lo ripaga con 13 reti in 22 presenze, tutte da ala destra. Sembra avere la capacità di leggere le possibilità di dribbling che altri della sua età non hanno: e il Milan lo sa. Alla fine della regular season la Primavera rossonera arriva seconda, qualificandosi alle finali: e in quel momento arriva una chiamata. La prima squadra del Milan sta vivendo la peggiore stagione da tempo, ma Filippo Inzaghi, sulla panchina milanista, guarda anche ai giovani: conosce Di Molfetta dai tempi degli Allievi, e in Primavera sta facendo grandi cose. Pensa, quindi: “perché non convocarlo?”. Lo porterà con sè cinque volte, in Serie A: ma la sesta è la più bella.

Allo stadio Azzurri d’Italia, nei minuti finali, Bonaventura lascia il campo dopo una doppietta: per Di Molfetta è l’ora di esordire tra i grandi, in massima serie. “E’ un giocatore che mi piace molto per le sue caratteristiche tecniche. […] È egoista quanto basta davanti alla porta, ma con la giusta dose di altruismo per sfruttare la sua qualità e metterla al servizio dei compagni, perché ha anche la rifinitura decisiva”, dirà Inzaghi. Da lì in poi Davide inizia a girare l’Italia tra i professionisti: prima a Benevento, quindi a Rimini. A Prato riesce ad incidere, finalmente: passa da Vicenza, metà stagione, per poi trasferirsi al Piacenza. Davide Di Molfetta è un altro giocatore rispetto a quello visto nelle giovanili del Milan: segna meno, ma ha la stessa qualità nel dribbling, e questo lo aiuta a confezionare assist importanti per i compagni. I numeri dello scorso campionato dicono 2 gol e 10 assist in 38 presenze tra Serie C e Playoff. “La Giovane Italia” lo ha accostato a Paolo Di Canio come caratteristiche e capacità di incidere: lui è semplicemente Davide Di Molfetta, e ha tutta la voglia del mondo di conquistare Catania e il Catania. Tra il sogno di un gol sotto l’Etna e quello di un ritorno al Milan.

Fonte foto: biasocceragency.com

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.