Difesa a quattro: in numeri parlano chiaro

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Pubblicato: 11:26 - 28 Novembre, 2018


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Più equilibrio, più sicurezza nei propri mezzi: il Catania con la difesa a quattro è tutta un’altra storia. E al di là degli infortuni di elementi come Barisic o Llama in avanti che hanno “obbligato” Sottil a schierare il 3-4-1-2, viene da domandarsi perché per diverse giornate sia stato parzialmente abbandonato il progetto tecnico che in estate aveva permesso di costruire quelle basi solide che, anche nelle ultime settimane, hanno portato punti importanti nelle “casse” rossazzurre.

Ma forse si fa prima a passare oltre e ad analizzare il presente: e “in numeri” la difesa a quattro fa sorridere. Delle dodici gare disputate dagli uomini di mister Sottil, sette sono state giocate con una linea a quattro (nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3 del secondo tempo della sfida con il Trapani) mentre cinque sono state affrontate con un “blocco” a tre: il risultato? Mentre con il 3-4-1-2 il Catania ha subito otto gol, ad eccezione di un solo match terminato per 0-0 (con il Monopoli), con la difesa “classica” ne ha subiti solo tre (anche qui con un solo 0-0, con la Juve Stabia. Sì, tre, in tre occasioni: contro il Rende, contro il Trapani e contro il Siracusa. Mantenendo la porta inviolata in quattro occasioni.

In “media” il dato si fa emblematico: con la difesa a quattro il Catania ha una media di 0,4 gol subiti a partita, mentre con quella a tre una media di 1,6. Ma cos’è cambiato sostanzialmente? Quando si parla di “difesa” il discorso si fa complesso: bisogna andare oltre il numero dei singoli elementi impiegati e parlare di “fase difensiva”. In questo senso, aver recuperato un mediano come Rizzo ha aiutato parecchio il Catania nel percorso di crescita, ma ciò che avvalora il ritorno dell’ex Salernitana è anche lo schermo disegnato in mezzo al campo, che garantisce più copertura, con la possibilità poi di comporre un 4-4-1-1 che “abbraccia” meglio il campo. La squadra di Sottil ha ritrovato le proprie certezze: e, infortuni o meno, in futuro non ci si può più permettere di metterle da parte.