Editoriale: Catania “in bocca ai Lupi”

Editoriale: Catania “in bocca ai Lupi”
Antonio Torrisi

E’ e non può che essere una sconfitta amara, quella del Catania contro il Cosenza: va analizzata per quello che è, una sconfitta interna che fa sempre male, ma sabato si torna in campo, e tutto sommato si può anche fare a meno di psicodrammi.

Facciamo che abbiamo assistito alla classica “revisione” della vettura: quella effettuata giusto per assicurarsi che tutti i componenti funzionino correttamente. Non diciamo “No Problem, è la Coppa Italia”, ma in un certo senso… “non è il campionato”, suona meglio. Rimangono i rimpianti, e non andranno via “con il bucato” di “Battistiana memoria”: peccato, per i giovani, peccato, perché comunque fa sempre comodo una competizione in più, per il morale e i sorrisi di chi nella regular season gioca meno. Eppure, anche andare a commentare un match del genere non è cosa semplice: avete presente cosa significhi analizzare correttamente una sconfitta in Coppa, dopo quattro successi di fila in campionato, senza esagerare in un senso o in un altro? Beviamoci su: in questo senso, la rete di “Liguori” può aiutarci a dimenticare l’erroraccio difensivo che ha propiziato il vantaggio del Cosenza. O la manovra macchinosa di questa sera.

Tra l’altro fredda e “per pochi intimi”, al Massimino, altra particolarità della Coppa Italia. E un altro bicchierino di “Liguori” può distrarci dal lapsus difensivo di Djordjevic: non è certo un centrale, il serbo, ma la voglia di vincere fa anche questo. Ti prende dentro, ti toglie il respiro: come il moto perpetuo, avanti e indietro, di Russotto, indemoniato dal suo ingresso in campo fino al termine. E’ il ponte tra il campionato e questo secondo turno di Coppa: il tramite tra la stagione regolare e una parentesi che poteva diventare discorso diretto, una domanda che per quest’anno non avrà risposta.

 

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.