Editoriale: bagno di realismo al Dall’Ara. Adesso piedi per terra e quota cinquanta

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Pubblicato: 22:39 - 27 Aprile, 2015


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Niente record di Marino, niente terza vittoria consecutiva in trasferta, e soprattutto quasi certamente niente sogno di primavera. La sconfitta rimediata al DAll’Ara riporta il Catania con i piedi per terra in un bagno realismo che, prima o poi, doveva arrivare. Brutta prestazione degli etnei che oltre ad aver regalato un intero tempo agli avversari sono sembrati meno decisi e cattivi arrivando sempre secondi sul pallone e mai pericolosi dalle parti di Coppola.

Ancora una volta approccio sbagliato, con un Catania a trazione anteriorie maledettamente simile a quello visto nel primo tempo contro il Trapani. Poche idee e tantissimi errori di impostazione che inevitabilmente hanno limitato la proiezione offensiva. Responsabilità ovviamente vanno attribuite al tecnico Marcolin che aveva optato per la spinta e l’audacia, non facendo i conti però con il rischio di risultare troppo lunghi e spaccati. Un aspetto inusuale per il Catania dell’ultimo mese, ma che soprattutto nel primo tempo si è rivelato decisivo. Ad aggravare la gestione di Marcolin anche il cambio difensivo con Sauro al posto di Schiavi; e proprio l’argentino ingenuo sia sul velo di Cacia in occasione della rete del vantaggio che su Sansone sul raddoppio felsineo.

Un passo indietro come prestazione generale, ma anche a livello individuale. Tanti, troppi gli errori anche banali commessi da rossazzurri, con Castro principe assoluto in questa classifica, inseguito da vicino da Rinaudo e Rosina. Proprio quest’ultimo ha ancora una volta fallito la chance da mezzala. Tocchi, dribbling, veroniche, ma alla fine l’ex Siena risulta sempre nello stesso posto. Troppo poco in un centrocampo privo di fantasia in cui dovrebbe essere lui ad accendere la luce. Bocciato lui, ma anche la decisione di non puntare su Sciaudone, non solo riposato vista la squalifica, ma anche in crescita dopo la rete di Latina.

Altro dato da evidenziare è quello relativo all’eccessivo nervosismo dei rossazzurri; non solo un danno per la singola partita del Dall’Ara, ma anche in vista della sfida contro il Livorno. Sette ammoniti ed un’espulsione. Numeri dettati da entrate in ritardo frutto della poca compattezza di squadra, e da un nervosismo evidente perchè in realtà un pensiero ai play off c’era, eccome. Incommentabile poi l’ingenuità di Calaiò che in una frazione di secondo è riuscito a meritare la piena insufficienza nelle pagelle. Farsi espellere subito dopo la sostizione di Maniero sa di mancanza di concentranzione visto che proprio il numero nove aveva sulle spalle il peso dell’attacco; e per di più impone a Marcolin soluzioni alternative per il prossimo turno. Contro i toscani poi non ci sarà neanche Ceccarelli, due assenze importanti che speriamo possano risultare ininfluenti.

Niente allarmismi. Una sconfitta ci può stare, soprattutto se maturata contro una squadra ben attrezzata come il Bologna. L’obiettivo rimane sempre quello della salvezza che comunque è ad un passo, ma quel sapore di impresa, di missione impossibile adesso sembra essere quasi del tutto svanito. Peccato, anche se il vero rammarico non va ricondotto alla sconfitta in terra emiliana, ma ai tanti errori stagionali con la sensazione che sarebbe bastato davvero poco per centrare almeno i play off. Testa adesso al Livorno e alla quota cinquanta che deve essere raggiunta al più presto per non rischiare nulla nel finale di stagione, in attesa poi di una programmazione chiara e lungimirante in vista del futuro.