Editoriale: il cantiere è ancora aperto, ma il progetto è valido

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Pubblicato: 22:25 - 21 Agosto, 2016


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Stefano Auteri

Cantiere aperto con qualche pilastro di cemento che fa però intravedere il buon progetto iniziale. A una settimana dall’inizio del campionato è questa la sensazione che ha destato l’organico di Pino Rigoli, volitivo e determinato a portare a casa la prima vittoria ufficiale, ma al contempo a tratti confusionario e impreciso. Più che ovvio trovare le giustificazioni nel periodo stagionale e nell’importanza della sfida: il torrido agosto faceva faticare anche in tribuna e la Coppa Italia di Lega Pro non è certamente l’obiettivo primario dell’annata. Partire con una vittoria, però, era comunque importante ed è per questo che i sorrisi a fine partita sono apparsi convinti.

Detto questo, passiamo alle prime annotazioni stagionali inevitabilmente premature e dunque circostanziali. Tra gli aspetti positivi bisogna far rientrare la personalità con cui il Catania ha cercato di tenere il campo. Possesso della sfera e giro palla alla ricerca del pertugio giusto. Questa idea tattica è apparsa chiara e lineare ad inizio partita, con mister Rigoli deciso a puntare sul 4-3-1-2 sfruttando la bravura di Calil di agire tra le linee. Proprio il numero sette ha risposto con una prestazione positiva, impreziosita da una rete spettacolare propiziata da un magnifico assist di Russotto.

Un situazione di gioco invece su cui si deve ancora lavorare tanto è rappresentata dai movimenti in non possesso. La fase difensiva non è sembrata impeccabile e dimostrazione ne è la pericolosità in zona gol dell’Akragas (soprattutto nel primo tempo), con occasioni disinnescate da Pisseri o sprecate dalle punte in maglia rossa. Poco filtro e squadra lunga in certi tratti, con ampi spazi concessi agli avversari. Difficile pensare che questo modo di stare in campo possa essere ripetuto già da domenica prossima.

Per quanto riguarda i singoli, oltre al già menzionato Calil, ad impressionare positivamente sono stati su tutti Gladestony e Russotto. Il centrocampista dopo un breve periodo di assestamento ha fatto sentire la sua presenza sia in fase offensiva che difensiva offrendo dinamismo e senso del sacrificio. Ancor più preziosa la prestazione del fantasista in maglia numero dieci: se riuscirà, magari aiutato dal direttore Lo Monaco, a gestire il suo carattere, questa potrebbe essere davvero la sua stagione.

Infine la condizione fisica. È’ vero il Catania non è sembrato più pimpante dell’Akragas, anzi, ma siamo sicuri che sia un bene essere già così reattivi ad agosto con un campionato lungo alle porte? Ancora siamo all’inizio e la strada è lunghissima. Allacciamo le cinture, teniamoci forte e speriamo, crediamo in un obiettivo alla portata di questo organico, ma come sempre pieno di insidie.