Editoriale: Catania tre-mendamente machiavellico

Editoriale: Catania tre-mendamente machiavellico

Cosa volete che sia, un po’ di fortuna? Uno stato mentale: poco più di un atteggiamento “situazionale”. Il presupposto perfetto per chi se la crea: per chi sceglie di interpretare bene il momento. Solo un folle avrebbe potuto pensare a un Catania vittorioso per tre gare consecutive dopo l’esonero di Giuseppe Raffaele, e quel folle si chiama, con ogni probabilità, Francesco Baldini.

Che non è diventato Pep Guardiola, né Luis Enrique, che è un uomo normale, un allenatore che non ha conquistato grandi risultati nella sua carriera, ma che in questo momento è semplicemente ciò che deve essere per allenare la squadra rossazzurra: bravo a cogliere positivamente i segnali e le situazioni favorevoli. Se volete: fortunato. Che non vuol mica dire sminuire il lavoro svolto nelle ultime settimane e votato alla trasmissione di concetti, contenuti, principi e nuove certezze ai giocatori: anzi. Per Niccolò Machiavelli <<la fortuna è donna, ed è necessario, volendola tenere sotto controllo, batterla e urtarla>>. Mica roba da poco. Chi ci riesce è bravo: gli gira tutto a favore? Sì: ditelo a Raffaele che Dall’Oglio oggi al Massimino la risolve con una punizione così, dopo aver spedito in curva la maggior parte di quelle calciate negli scorsi mesi, che Reginaldo ha ricominciato a dribblare come un tempo, pur avendo sbagliato un rigore in movimento contro il Palermo, che Martinez ha esteso il concetto di “zona rossa” alla sua porta meritando il posto da titolare (non approfondiamo questo capitolo). Semplicemente: certe cose se non devono girare non girano, e viceversa, se devono girare girano eccome.

Buon per il Catania, tutto sommato, e per i suoi tifosi, che finalmente hanno ben chiaro cosa voglia dire <<terminare la stagione al meglio>>: questo. Ne mancano quattro, poi i Playoff: Baldini ha fatto più di quanto ci si aspettava e finalmente la leggerezza ha preso il posto della tristezza. Del resto non importa: se c’era un tramite possibile per collegare questa stagione di transizione, che stava precipitando nello sconforto, alla prossima e al futuro, è senza dubbio questo atteggiamento qui. Situazionale, fortunato: fate come volete. “Giusto”: ed è ciò che serviva.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.