Editoriale: copia e incolla, o forse no…

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Pubblicato: 10:47 - 24 Febbraio, 2020


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Stefano Auteri

L’editoriale di Catania-Ternana? Facile, prendete quanto scritto domenica scorsa dopo il pari con la capolista Reggina e cambiate semplicemente qualche nome, poi per il resto cambia poco. Sarebbe comodo, soprattutto per il sottoscritto, ma non può bastare perchè nonostante l’omaggio involontario da parte del Catania a Larry Tesler, l’ideatore del ‘copia e incolla’ scomparso qualche giorno fa, in realtà il pari di domenica denota qualche passo avanti, qualche costante incertezza e qualche novità interessante che potrebbe fare ben sperare per le prossime gare. Partiamo dai passi avanti: la difesa del Catania ha messo un altro mattone nel suo processo di solidificazione, con la quarta gara consecutiva senza subire gol. Un record stagionale in credibilmente prezioso, frutto di un mostruoso Silvestri, di un ritrovato Pinto e di un assetto generale con due mediani davanti alla difesa che offre garanzie. Il dato più emblematico, però, è che non solo i rossazzurri non subiscono reti, ma concedono anche pochissime occasioni, basti pensare all’unica chance della Ternana è arrivata nel primo tempo con Partitilo. Poi il nulla.

Una difesa sempre più sicura, dunque, che però deve fare i conti sul piatto della bilancia con un attacco maledettamente sterile. Tra campionato e coppa, infatti, gli etnei non trovano il gol su azione da ben otto partite, e se anche dagli undici metri la porta diventa stregata, beh allora c’è davvero qualcosa che non va. In primis la condizione fisica perchè Curcio è indispensabile per la sua qualità e la sua tecnica, ma non garantisce uno scatto superiore ai cinque metri, e perchè Beleck da quando è arrivato ha sempre giocato e nei secondi tempi è apparso totalmente senza fiato. In secondo luogo l’aspetto mentale visto che alcuni giocatori come Mazzarani e Barisic sembrano in balia di una confusione degenerante, evidenziata per il primo non tanto dal rigore sbagliato, quanto da alcuni errori e alcune corsette che indispongono la platea e non fanno bene al morale. Se a questo aggiungiamo un po’ di imprecisione generale nell’ultima giocata ed un’aggressione non decisa dell’area avversaria, il guaio è servito.

A fare da contraltare però a questa costante difficoltà, dicevamo, ci sono anche delle novità interessanti come per esempio l’utilizzo di Biondi in una posizione più centrale. Lucarelli lo aveva anticipato ai nostri microfoni, parlando martedì scorso di questa soluzione pensata già alla vigilia del match contro la Reggina, e ieri proposta quasi sin da subito senza remore. Il giovane rossazzurro ha dimostrato di avere l’attitudine giusta per puntare la porta, spaccando i raddoppi in più di una circostanza, salvo poi però non indovinare l’assist o il tiro. Di certo, però, nel continuo mescolare lucarelliano dei trequartisti, le idee più interessanti si sono intraviste proprio con Biondi a ridosso di Beleck, e poi dopo l’inserimento di Capanni, uno dei pochi ad avere il vero spunto nell’uno contro uno.

Insomma un momento, questo, da valutare con estrema attenzione perchè, come dice Lucarelli, non importa tanto il piazzamento, quanto l’accesso ai play off e soprattutto il modo in cui il Catania arriverà alla postseason. La domanda di fondo è: quanto è migliorabile questa squadra? Il tecnico crede che i margini ci siano e l’impegno visto in campo fa propendere per un relativo ottimismo, ma in questo ragionamento non può essere dimenticata la situazione generale, perchè per quanto fino ad oggi si sia cercato di cementificare il progetto sul campo, i terremoti arrivati dall’extra campo hanno sempre costretto a ricostruire quasi da zero.