Editoriale – Fate qualcosa: uomini e squadra soli

Editoriale – Fate qualcosa: uomini e squadra soli
Antonio Torrisi

Così no. Ma proprio no. Così viene difficile addirittura pensare di arrivare mentalmente a fine aprile. Lucarelli va avanti, torna indietro: allarga le braccia rivolgendosi alla tribuna del Massimino. “Ma che fa? Entro io?”, sembra dire: e per quanto ci sia da sorridere, la sfida tra Catania e Monopoli restituisce l’immagine dello sceneggiato comico sì, ma che non finisce bene.

Si gira ancora, all’ennesimo errore di Barisic, guarda il cielo quasi a voler urlare “Dio delle città, e dell’immensità!”: uomini soli. Soli come Lucarelli e i tifosi del Catania, e i giocatori in balìa della situazione. Non c’è niente di tecnico nella gara del Massimino: c’è la frustrazione del deserto degli spalti. Questa, la prima sconfitta della giornata (l’ennesima, consecutiva). Poi arriva l’altra debacle, quella del campo: il Catania non c’è mai stato. O meglio, se c’è stato lo ha fatto per un breve cammeo: e qui ritorna il “fatal-Monopoli” che due stagioni fa in qualche modo cambiò la stagione di Lucarelli, che da “uomo solo” da lì seppe ricompattare il gruppo fino alle soglie della finale Playoff. Ma quanto è lontano, ormai, quel periodo. Irraggiungibile anche solo con il pensiero: la verità è che sì, Lucarelli è un “uomo solo”.

“Dio delle città e dell’immensità, se è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi”, avrà canticchiato il tecnico livornese. “Ma Dio delle città e dell’immensità, magari tu ci sei e problemi non ne hai. Ma quaggiù non siamo in cielo e se un uomo perde il filo è soltanto un uomo solo”: non siamo in cielo, no. Siamo alle soglie dell’inferno, dove il tempo è sospeso: la seconda frazione è lo specchio del nulla cosmico della stagione. E Lucarelli è sempre più un uomo solo: solo anche di fronte alla vergogna che si consuma di settimana in settimana. Messaggio ai naviganti e ai comandanti: fate qualcosa, fatela al più presto, non c’è tempo da perdere, né da sprecare con figure del genere.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.