Editoriale: Guerra e pace? Intanto il generale Sottil lancia un segnale

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Pubblicato: 19:53 - 10 Febbraio, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

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Guerra e pace. Il Catania gioca, anzi: oggi vola. Una settimana fa ci si chiedeva: “Vincere e convincere, ma quando?”. La risposta arriva dal Massimino: la squadra di Sottil ha giocato, e lo ha fatto bene e convincendo, per tre punti che valgono tanto, e non solo dal punto di vista sportivo.

Guerra e pace, si diceva: in campo e fuori. In campo lo è stata, battaglia: dal primo all’ultimo istante. Intensa: senza tirare indietro la gamba, fino all’ultimo affondo, in tackle o meno. E forse serviva anche questo: serviva per la squadra, che comunque ha sempre messo in campo la fatica e il sudore. Mancava il gioco? Lo ha dato una mossa a sorpresa, firmata Andrea Sottil: dal 4-3-3 a quel 4-3-1-2 anche un po’ “Salva-Lodi” di cui abbiamo parlato qualche mese fa. Lo ha fatto con umiltà, ma allo stesso tempo con sfrontatezza: manca l’esterno? Propone altre vie di gioco: alla ricerca della superiorità numerica in mezzo al campo garantita dallo Lodi posizionato sulla trequarti. Scelta importante, colta al balzo, oggi, dal numero dieci rossazzurro: che gioca palloni in profondità, è decisivo sul vantaggio di Carriero, si abbassa e cerca la sfera per smistarla. I numeri sono importanti, le giocate anche: tutto, con quell’equilibrio ricercato e trovato oggi al Massimino, con Biagianti, Bucolo e Carriero preziosi nella copertura, e il lavoro di Baraye e Calapai che non hanno tenuto bassi gli esterni della Casertana.

Poi la pace: con la tranquillità, che nel secondo tempo è venuta fuori; con il gol, di nuovo su azione e di nuovo con le punte, Marotta e Curiale, quest’ultimo importante anche nell’intensità al suo ingresso in campo. E con quel rendimento che ha sempre visto il Catania, fin qui, non sfruttare le occasioni giuste quando la Juve Stabia ha frenato: e oggi, che le Vespe hanno riposato, ci è riuscito. Infine, con i tifosi: prima silenzio, poi contestazione, e alla fine esultanza ai tre gol rossazzurri. Se sarà pace vera, o tregua, lo scopriremo nelle prossime settimane. Intanto, il Catania contro la Casertana ha vinto e convinto: e si presenterà a Trapani con una classifica diversa e un segnale forte dalla squadra e dal proprio allenatore. Ma a Trapani, mercoledì, sarà importante riproporre quanto visto oggi al Massimino: fondamentale per rendere concreto l’inizio del percorso di crescita.